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Sentenza

Sentenza n. 880/2026 - Latina, Sezione 2

per l’annullamento del provvedimento del Comune di -OMISSIS- del -OMISSIS-, recante la declaratoria dell’inefficacia della SCIA in sanatoria ex art. 36-bis prot. n -OMISSIS- per la regolarizzazione di un vano tecnico a servizio dell'abitazione principale e dell’attività del B&B, sito in -OMISSIS-, Via -OMISSIS-, in catasto al -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202600613

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di declaratoria dell'inefficacia della SCIA in sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, relativa a un vano tecnico a servizio dell'abitazione e dell'attività di B&B

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune ha dichiarato inefficace la SCIA in sanatoria presentata ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. 380/2001 per la regolarizzazione di un manufatto qualificato come vano tecnico. Ha dedotto: 1) la formazione del silenzio-assenso, poiché il provvedimento comunale sarebbe intervenuto oltre il termine di quarantacinque giorni previsto dall'art. 36-bis, comma 6, primo periodo; 2) la violazione dell'obbligo di comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990; 3) il difetto di motivazione, non essendo ricostruibile l'iter logico seguito dall'amministrazione. Il Comune ha contestato la fondatezza del ricorso. Il Collegio ha inoltre rilevato che l'istanza di sanatoria era stata presentata dopo l'adozione di un'ordinanza di ingiunzione a demolire e di una successiva ordinanza di accertamento dell'inottemperanza e acquisizione gratuita delle opere e dell'area di sedime al patrimonio comunale, atti ancora validi ed efficaci.

La decisione

Il ricorso è stato respinto con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. Il Collegio ha preliminarmente osservato che il ricorrente non sarebbe stato, a rigore, legittimato a presentare l'istanza ex art. 36-bis, poiché essa è consentita fino all'irrogazione delle sanzioni amministrative, mentre nel caso concreto erano già state adottate le ordinanze di demolizione e di acquisizione gratuita, non sospese né caducate. Il primo motivo è stato respinto perché, entro i quarantacinque giorni dalla presentazione dell'istanza, il Comune aveva richiesto chiarimenti tecnici. Ai sensi dell'art. 36-bis, comma 6, quinto periodo, la richiesta di elementi istruttori interrompe il termine, che ricomincia a decorrere dalla loro ricezione; non avendo il ricorrente fornito i chiarimenti richiesti, il termine non era nuovamente iniziato a decorrere e non si era formato alcun silenzio-assenso né alcun affidamento sulla legittimità delle opere. Il secondo motivo è stato respinto ritenendo applicabile l'art. 21-octies, comma 2, primo periodo, l. 241/1990: la valutazione richiesta dall'art. 36-bis è vincolata, poiché consiste nell'accertamento della conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda. Pertanto, l'omissione del preavviso di rigetto non determina l'annullabilità quando il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso. Il Collegio ha inoltre rilevato che il ricorrente non aveva indicato elementi fattuali o valutativi che, se introdotti nel procedimento, avrebbero potuto incidere sull'esito. Anche il terzo motivo è stato respinto: la motivazione, secondo cui il manufatto non presentava le caratteristiche tecniche di un vano tecnico, doveva essere letta insieme alle risultanze istruttorie poste a fondamento delle precedenti ordinanze di demolizione e acquisizione. Tali risultanze evidenziavano la realizzazione abusiva, in area sottoposta a vincoli archeologico, paesaggistico, P.A.I. e sismico e in parte ricadente in fascia di rispetto stradale, di una volumetria di circa 35 metri quadrati destinata ad abitazione, diversa per dimensioni e caratteristiche da una pertinenza. La motivazione è stata quindi ritenuta sintetica ma congrua. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre oneri di legge.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    fino all'irrogazione delle sanzioni amministrative

    L'istanza di sanatoria può essere proposta fino all'irrogazione delle sanzioni amministrative; la presentazione successiva all'ordinanza di demolizione e all'acquisizione gratuita delle opere è stata ritenuta comunque priva di un presupposto legittimante.

  • art. 36-bis, comma 6, primo periodo, d.P.R. 380/2001

    Il termine per la formazione del silenzio-assenso sulla domanda di sanatoria è quello di quarantacinque giorni, ma il suo decorso deve essere valutato insieme alle cause di interruzione previste dalla stessa disposizione.

  • art. 36-bis, comma 6, quinto periodo, d.P.R. 380/2001

    il termine per la formazione del silenzio-assenso è interrotto…[e] ricomincia a decorrere dalla ricezione degli elementi istruttori

    La richiesta di chiarimenti o elementi istruttori interrompe il termine per il silenzio-assenso; se il richiedente non riscontra la richiesta, il termine non ricomincia a decorrere.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    L'omissione del preavviso di rigetto non comporta l'annullabilità del provvedimento quando il potere esercitato è vincolato e il privato non indica elementi partecipativi idonei a incidere sul contenuto finale.

  • art. 21-octies, comma 2, primo periodo, l. 241/1990

    non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato

    La regola sui vizi formali non invalidanti si applica anche alla violazione dell'art. 10-bis quando il diniego di sanatoria costituisce esercizio di potere vincolato.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, in camera di consiglio, dopo l'avviso alle parti e in presenza dei presupposti processuali e istruttori.

Massime di principio

  • Nella sanatoria edilizia ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, il termine per la formazione del silenzio-assenso è interrotto dalla richiesta dell'amministrazione di chiarimenti o elementi istruttori e ricomincia a decorrere solo dalla ricezione di tali elementi; se il richiedente non risponde, il termine non riprende e non si forma il silenzio-assenso.
  • La presentazione di un'istanza di sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001 dopo l'adozione di un'ordinanza di demolizione e di un provvedimento di acquisizione gratuita, rimasti validi ed efficaci, non integra il presupposto temporale della proposizione dell'istanza, consentita fino all'irrogazione delle sanzioni amministrative.
  • La valutazione di conformità richiesta dall'art. 36-bis d.P.R. 380/2001 ha natura vincolata; di conseguenza, l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990 non rende annullabile il diniego quando sia palese che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso, ai sensi dell'art. 21-octies, comma 2, primo periodo, l. 241/1990.
  • Chi deduce in giudizio la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990 non può limitarsi a denunciare l'omissione del preavviso di rigetto, ma deve indicare elementi fattuali o valutativi concreti che, se introdotti nella fase partecipativa, avrebbero potuto influire sul contenuto del provvedimento.
  • La motivazione del provvedimento di diniego o di declaratoria di inefficacia della sanatoria può essere valutata unitariamente con le risultanze istruttorie e con i precedenti provvedimenti amministrativi richiamati o presupposti, purché da tale quadro complessivo siano comprensibili le ragioni della decisione e l'insussistenza dei requisiti di sanabilità.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimentoDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneVizi formali non invalidantiDifetto di motivazioneEfficacia ed esecutorietà

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