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Sentenza

Sentenza n. 2952/2026 - Napoli, Sezione 8

PER L’ESECUZIONE DELLA SENTENZA N. 245 DEL 01.02.2024 del Tribunale di Torre Annunziata.

Giustizia amministrativa202503260

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Torre Annunziata n. 245 del 1° febbraio 2024, passata in giudicato, relativa al beneficio della carta elettronica del docente e alle spese processuali

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. per ottenere l'attuazione della sentenza del giudice ordinario che aveva accertato il diritto al beneficio economico di 500 euro annui tramite la carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi 1.000 euro, e aveva condannato il Ministero al pagamento di 500 euro, oltre accessori, per spese processuali in favore del difensore antistatario. La sentenza non era stata impugnata ed era passata in giudicato. Nonostante la notificazione del titolo il 19 febbraio 2024, l'amministrazione non aveva adempiuto, anche dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. È stata inoltre chiesta la nomina di un commissario ad acta e la condanna al pagamento di astreintes.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, ritenendo rispettati i termini processuali e verificando che la sentenza ottemperanda era stata ritualmente notificata e che il termine dilatorio di 120 giorni era inutilmente decorso. In assenza di prova dell'adempimento, ha dichiarato l'obbligo delle amministrazioni resistenti di dare esatta e integrale esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha precisato che, se il termine temporale previsto per la fruizione del beneficio è ormai decorso, l'amministrazione deve comunque erogarne il controvalore pecuniario, con interessi legali fino al soddisfo, poiché si tratta di un'obbligazione pecuniaria fungibile e l'inerzia amministrativa non può avvantaggiare l'amministrazione inadempiente. È stato nominato sin d'ora un dirigente della DGOSV quale commissario ad acta, senza compenso e con facoltà di delega, incaricato, in caso di ulteriore inerzia, di adottare gli atti di bilancio, impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento necessari. L'esaurimento dei fondi o la carenza di cassa non costituiscono legittimo impedimento all'esecuzione del giudicato. È stata respinta soltanto la domanda di astreintes, ritenuta non equa nel caso concreto. Le spese del giudizio sono state poste a carico dell'amministrazione resistente e liquidate in 500 euro, oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    Consente il giudizio di ottemperanza per ottenere dall'amministrazione l'adempimento dell'obbligo di conformarsi a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il termine per proporre l'azione di ottemperanza risulta rispettato.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Risulta rispettato anche il termine processuale applicabile al rito camerale di ottemperanza.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti dell'amministrazione pubblica e rileva ai fini dell'ammissibilità dell'azione esecutiva.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico annuale destinato alla formazione e all'aggiornamento del personale docente, oggetto del giudicato da eseguire.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che imponga alla pubblica amministrazione un obbligo di conformarsi alla decisione.
  • Quando l'amministrazione non dimostri di aver adempiuto al giudicato, il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione e nominare sin da subito un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • Se il termine temporale previsto dal giudicato per la fruizione di un beneficio è ormai decorso per fatto imputabile all'amministrazione, l'obbligazione può essere adempiuta mediante erogazione del controvalore pecuniario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo, quando la prestazione abbia natura fungibile.
  • La mancanza di stanziamento, l'esaurimento dei fondi di bilancio o l'indisponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, legittimo impedimento all'esecuzione di un giudicato che imponga il pagamento di somme; il commissario deve adottare le iniziative necessarie a rendere possibile l'adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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