Sentenza n. 489/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (sezione prima) n. 03656/2025, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lombardia che aveva accolto l'azione avverso il silenzio di ARERA e ordinato la conclusione del procedimento di approvazione dell'aggiornamento dei PEF
Esito
Favorevole al resistente (gestori del servizio rifiuti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le imprese gestori del servizio di igiene urbana nei Comuni di Galatone e Neviano avevano agito contro il silenzio serbato da ARERA nel procedimento di approvazione dell'aggiornamento 2024/2025 dei PEF, validati da AGER Puglia e trasmessi all'Autorità. Il TAR Lombardia aveva dichiarato l'illegittimità del silenzio e ordinato ad ARERA di concludere il procedimento entro novanta giorni, nominando per l'eventuale ulteriore inadempimento un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a. ARERA ha appellato la sentenza, deducendo, con due motivi, la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità dell'azione, dapprima in ragione della deliberazione ARERA 409/2025/R/rif e, in via subordinata, in ragione del riesame della predisposizione tariffaria disposto da AGER. Nel corso del giudizio ha poi depositato la deliberazione 591/2025/R/rif del 30 dicembre 2025, con la quale ha concluso negativamente il procedimento di approvazione relativo anche all'ambito tariffario controverso, chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e l'improcedibilità dell'appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuto difetto di interesse. L'adozione da parte di ARERA del provvedimento definitivo di non approvazione dell'atto di validazione dell'ETC ha fatto venir meno l'interesse alla decisione sull'appello relativo all'obbligo di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso, determinando la cessazione della materia del contendere. Le spese del grado sono state compensate in ragione della complessità della vicenda e del suo sviluppo procedimentale.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione della controversia in camera di consiglio, previo avviso alle parti.
art. 117, comma 3, c.p.a.
Richiamato nella sentenza di primo grado quale fondamento della nomina del commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione.
art. 1, comma 527, l. n. 205/2017
Indicato dall'appellante nel quadro normativo relativo ai poteri di ARERA e al procedimento di approvazione della predisposizione tariffaria.
art. 26 d.lgs. n. 201/2022
Indicato dall'appellante quale norma rilevante per il procedimento di approvazione tariffaria.
artt. 7 e 8 deliberazione ARERA 363/2021/R/rif
Richiamati dall'appellante con riferimento al procedimento di approvazione e alla dedotta sopravvenuta carenza di interesse.
deliberazione ARERA 591/2025/R/rif
Il provvedimento definitivo di non approvazione dell'atto di validazione dell'ETC, adottato durante il giudizio, ha determinato la cessazione della materia del contendere e l'improcedibilità dell'appello.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, l'adozione in corso di causa del provvedimento definitivo che conclude il procedimento oggetto dell'azione fa venir meno l'interesse alla decisione sull'obbligo di provvedere e determina l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
- La conclusione del procedimento con un provvedimento espresso, anche di contenuto negativo, è idonea a determinare la cessazione della materia del contendere rispetto alla controversia avente a oggetto il silenzio, senza che rilevi, ai fini della permanenza dell'interesse sull'azione contro il silenzio, la natura favorevole o sfavorevole dell'esito procedimentale.
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