Sentenza del 24/03/2017 n. 7638 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania, denunciando la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54-bis, nonché l'omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione. La cartella di pagamento era stata emessa a seguito di controllo automatizzato per il recupero di somme relative a IVA e IRPEG dell'anno 2002. Secondo l'Agenzia, la CTR aveva erroneamente ritenuto necessario che l'Ufficio documentasse i versamenti omessi, mentre spettava alla società dimostrare, con documentazione contabile rigorosamente valutata, l'erroneità della dichiarazione e l'effettività e tempestività dei versamenti o delle compensazioni dedotte.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, cassato la sentenza della CTR della Campania e rinviato la causa alla stessa Commissione, ma in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha rilevato che la motivazione della CTR era tautologica e non spiegava quali prove dimostrassero la correttezza e la tempestività dei versamenti della società. In particolare, la CTR non aveva esaminato adeguatamente le contestazioni dell'Ufficio sulla compensazione dell'acconto IRAP con un credito IRPEG e sul presunto versamento IVA del 17 febbraio 2003.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis
La cartella emessa a seguito di controllo automatizzato deriva dalla liquidazione di tributi già indicati dal contribuente e non ha natura impositiva. Quando dalla dichiarazione risulta un omesso versamento, il contribuente deve dimostrare l'erroneità dei dati dichiarati e l'effettività e tempestività dei pagamenti.
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54-bis
Consente il controllo automatizzato dei dati dichiarati ai fini IVA. Anche in questo ambito, le contestazioni del contribuente devono essere sostenute da documentazione idonea a dimostrare i versamenti o le compensazioni effettuati.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5
Consente di denunciare in cassazione l'omesso esame di fatti decisivi e controversi e vizi della motivazione nei limiti previsti dalla legge.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62, comma 1
Disciplina il ricorso per cassazione contro le sentenze delle commissioni tributarie, nei casi previsti dalla legge processuale civile.
Massime di principio
- In caso di cartella derivante da controllo automatizzato, l'Amministrazione non deve necessariamente fornire una prova documentale autonoma dell'omesso versamento quando tale omissione emerge dai dati dichiarati dal contribuente.
- Il contribuente che contesta la cartella deve dimostrare con documenti puntuali l'effettivo pagamento, la tempestività del versamento o la validità della compensazione; non sono sufficienti mere dichiarazioni o prospetti riepilogativi non adeguatamente comprovati.
- Il giudice tributario deve esaminare specificamente tutte le contestazioni dell'Ufficio e spiegare quali documenti ritiene idonei a dimostrare i pagamenti o le compensazioni. Una motivazione generica o tautologica può determinare la cassazione della sentenza.
- La cassazione della sentenza con rinvio non decide definitivamente l'esistenza del debito tributario: impone un nuovo esame della documentazione e delle contestazioni da parte del giudice di merito in diversa composizione.
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