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Decreto legislativo

DECRETO LEGISLATIVO 7 agosto 2026, n. 149

Disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria.

Normativa italiana26G00170

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto modifica il d.lgs. 545/1992 e il TU della giustizia tributaria, istituendo il ruolo unico nazionale dei magistrati tributari, rafforzando formazione, incompatibilità, decadenza e trasferimenti d’ufficio, e riscrivendo in modo organico il procedimento e le sanzioni disciplinari. Le nuove regole si applicano ai magistrati tributari in servizio e incidono sulla disciplina del personale della giustizia tributaria.

Riforma dell’ordinamento della giustizia tributaria e del relativo regime disciplinare

Riforma dell’ordinamento della giustizia tributaria

Il provvedimento interviene in modo ampio sull’ordinamento della giustizia tributaria, sia nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545 sia nel testo unico della giustizia tributaria di cui al decreto legislativo 14 novembre 2024, n. 175. La finalità è rafforzare lo stato giuridico dei magistrati tributari, chiarire le incompatibilità, disciplinare mobilità e cessazione dal servizio e riscrivere la materia disciplinare.

Ruolo unico nazionale dei magistrati tributari e pubblicità

È istituito il ruolo unico nazionale dei magistrati delle corti di giustizia tributaria, tenuto dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Nel ruolo sono inseriti, anche se temporaneamente fuori ruolo, i magistrati tributari in servizio secondo l’anzianità nella qualifica; a parità di anzianità rileva quella anagrafica. Il ruolo è pubblicato ogni anno, entro gennaio, sul sito istituzionale del Consiglio di presidenza.

Reclutamento, concorso e ampliamento dei posti

La disciplina del concorso viene ricondotta espressamente al “concorso per magistrato tributario”. È previsto che il Ministro dell’economia e delle finanze possa chiedere al Consiglio di presidenza di assegnare ai concorrenti dichiarati idonei ulteriori posti, secondo l’ordine di graduatoria, fino a un numero non superiore al doppio del decimo dei posti messi a concorso, nei limiti delle facoltà assunzionali disponibili a legislazione vigente.

Formazione continua e requisiti generali

Ai componenti delle corti di giustizia tributaria è assicurata la formazione continua, a tutela dell’indipendenza e dell’efficienza dell’ordinamento giudiziario tributario. I magistrati tributari sono tenuti a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento qualificati come obbligatori dal Consiglio di presidenza. Inoltre, ai magistrati tributari si applicano le disposizioni sui requisiti generali previste per i magistrati ordinari.

Incompatibilità e criteri di assegnazione

La disciplina delle incompatibilità è rafforzata. È introdotta una specifica incompatibilità territoriale: i magistrati tributari non possono appartenere alle corti di primo o secondo grado presso le cui sedi operano parenti fino al secondo grado, affini in primo grado, coniuge o convivente che svolgano assistenza tecnica o esercitino talune attività professionali rilevanti. L’accertamento delle incompatibilità è affidato al Consiglio di presidenza.

Decadenza, dimissioni, riammissione e stato di salute

Ai magistrati tributari si applicano le disposizioni sulla decadenza dall’impiego previste per i magistrati ordinari, nonché quelle su dimissioni e riammissione in servizio. In caso di infermità permanente o sopravvenuta inettitudine, il magistrato è dispensato dal servizio previo parere conforme del Consiglio di presidenza; se è possibile svolgere funzioni amministrative, può essere destinato, a domanda, presso il Ministero dell’economia e delle finanze. È prevista anche l’aspettativa d’ufficio per infermità temporanea, fino al termine massimo consentito dalla legge, con successiva dispensa se non è possibile il rientro.

Garanzie, trasferimenti d’ufficio e diritto di partecipazione

La dispensa, la sospensione e la destinazione ad altra sede o funzione possono avvenire solo con deliberazione del Consiglio di presidenza, secondo le garanzie di legge e, di regola, con il consenso dell’interessato. Il trasferimento d’ufficio è previsto nei casi di incompatibilità o quando non sia assicurata piena indipendenza e imparzialità nella sede occupata; sono disciplinate anche le ipotesi di soppressione o riduzione dell’organico delle corti. In tali procedimenti il magistrato ha diritto di accesso agli atti, di presentare deduzioni e di essere sentito personalmente.

Procedimento disciplinare

Il procedimento disciplinare è promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal presidente della corte di giustizia tributaria di secondo grado competente. Sono fissati termini per accertamenti preliminari, contestazione degli addebiti, istruttoria, convocazione e discussione: 10 giorni per l’incarico preliminare, 30 giorni per gli accertamenti, 30 giorni per le giustificazioni, 90 giorni per l’istruttoria, notifica almeno 40 giorni prima della discussione e deposito delle difese entro 10 giorni prima. La sanzione è deliberata dal Consiglio di presidenza e applicata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

Illeciti disciplinari dei magistrati tributari

È introdotta una disciplina organica degli illeciti disciplinari, sia nell’esercizio delle funzioni sia fuori dall’esercizio. Sono sanzionati, tra l’altro, violazioni dei doveri di imparzialità, correttezza, diligenza e riserbo; omissioni di comunicazione sulle incompatibilità; inosservanza dell’obbligo di astensione; interferenze nell’attività giudiziaria; ritardi gravi o reiterati; divulgazione di atti riservati; comportamenti extragiudiziari incompatibili; incarichi non autorizzati; rapporti o frequentazioni con soggetti particolarmente qualificati in senso negativo; e fatti costituenti reato idonei a ledere l’immagine del magistrato. L’attività di interpretazione del diritto e di valutazione di fatti e prove non comporta responsabilità disciplinare, salvo le ipotesi espressamente previste.

Sanzioni disciplinari e criteri di applicazione

Le sanzioni previste sono: ammonimento, censura, perdita dell’anzianità, incapacità temporanea a svolgere incarichi direttivi o semidirettivi, sospensione dalle funzioni da tre mesi a due anni e rimozione. Sono fissati criteri di graduazione: per alcuni illeciti la sanzione non può essere inferiore alla censura, per altri non inferiore alla perdita dell’anzianità o alla sospensione. La rimozione è prevista nei casi più gravi, inclusa la condanna disciplinare per determinati fatti e la successiva interdizione dai pubblici uffici.

Trasferimento cautelare e conseguenze della sanzione

Quando è irrogata una sanzione diversa dall’ammonimento e dalla rimozione, il Consiglio di presidenza può disporre il trasferimento ad altra sede o ufficio se la permanenza nella sede originaria contrasta con il buon andamento della giustizia; il trasferimento è obbligatorio in caso di sospensione dalle funzioni. In via cautelare e provvisoria, nei procedimenti per addebiti punibili con sanzione diversa dall’ammonimento, può essere disposto il trasferimento o la destinazione ad altre funzioni in presenza di gravi indizi e urgenza.

Abrogazioni e coordinamento finale

È abrogato l’articolo 16 del d.lgs. 545/1992. Nel testo unico vengono inoltre aggiornati i riferimenti relativi ai punteggi, ai criteri di valutazione, alle denominazioni di “giudici” e alla priorità per i magistrati tributari in alcuni casi di applicazione. Le nuove disposizioni incidono quindi sull’intera architettura dello stato giuridico e disciplinare dei magistrati tributari.

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