Cassazione Penale, Sentenza n. 14668/2024 del 09/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente aveva chiesto la concessione della liberazione condizionale (essendo detenuto in semilibertà). Il Tribunale di sorveglianza ha rigettato l'istanza ritenendo che non sussistesse la "sicura probabilità" (o elevata e qualificata probabilità confinante con la certezza) di ravvedimento tale da garantire la conformazione futura della condotta del detenuto alla legge penale, considerata la gravità e il numero dei reati, le risultanze dell'osservazione inframuraria e il periodo ritenuto ancora limitato di sperimentazione della semilibertà. Il Tribunale ha anche ritenuto insufficiente, ai fini del ravvedimento, l'attenzione verso le vittime e la concreta attivazione per la riparazione del danno. Sarto ha impugnato sostenendo che il Tribunale aveva confuso il concetto di "sicuro ravvedimento" con quello di "integrale e pieno risarcimento", di aver errato nella lettura delle relazioni trattamentali (2021 e 2023) e di non aver considerato adeguatamente la lunga sperimentazione in semilibertà sin dal 2018 e il periodo di pernottamento esterno durante il COVID. Il PG ha chiesto il rigetto del ricorso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Venezia. Ha ritenuto motivazione, percorso logico e applicazione dei principi di diritto corretti: il giudizio sul "sicuro ravvedimento" deve fondarsi su indici oggettivi di comportamento durante l'espiazione e sulla concreta assunzione di responsabilità verso le vittime; la sperimentazione in semilibertà è stata valutata ancora breve e le relazioni trattamentali, pur positive, non offrono certezze sufficienti. La Corte ha inoltre sottolineato che la valutazione di merito non è suscettibile di sindacato in Cassazione se non per vizi di diritto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 176 cod. pen.
prevede la liberazione condizionale subordinata al "sicuro ravvedimento" e all'adempimento delle obbligazioni civili salvo impossibilità
La norma richiede che il ravvedimento sia "sicuro" inteso come giudizio prognostico di certezza o di elevata e qualificata probabilità confinante con la certezza, desumibile da comportamenti concreti tenuti durante l'espiazione della pena; l'adempimento delle obbligazioni civili è requisito legale, salvo dimostrazione di impossibilità
art. 230 cod. pen.
disciplinante la libertà vigilata
La libertà vigilata è uno strumento compatibile con la natura probabilistica del giudizio prognostico e può accompagnare la liberazione condizionale come cautela; la liberazione può essere revocata in caso di violazione degli obblighi o di ricaduta nel reato
art. 27 Cost.
terzo comma richiamato in motivazione
Sottolinea la funzione rieducativa della pena e impone al legislatore di predisporre mezzi e garanzie per realizzarla; la liberazione condizionale è collegata alla funzione rieducativa e ha valore costituzionale nel rendere l'ergastolo compatibile con la Costituzione
art. 616 cod. proc. pen.
richiamato relativamente alla condanna alle spese
Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso per cassazione, applicata al ricorrente
Giurisprudenza costituzionale e di legittimità (es. Corte cost. n.264/1974, n.204/1974, n.168/1994; Cass. sez.1 numerose pronunce)
citazioni di massime giurisprudenziali sulla rilevanza della liberazione condizionale e sulla nozione di "sicuro ravvedimento"
La giurisprudenza ha configurato la liberazione condizionale come istituto fondamentale per il carattere non perpetuo dell'ergastolo e ha precisato che il "sicuro ravvedimento" va valutato su comportamenti esteriorizzati durante l'esecuzione della pena, privilegiando indici oggettivi e la concreta riparazione verso le vittime
Massime di principio
- Il requisito del "sicuro ravvedimento" si valuta sui comportamenti concreti e ripetuti durante l'espiazione della pena, non su mere affermazioni soggettive di pentimento
- La prova del ravvedimento richiede indici oggettivi e significativi (comportamenti costanti, partecipazione a percorsi trattamentali, atti concreti di riparazione verso le vittime); gesti isolati o iniziali (es. una lettera) possono essere considerati solo come punto di partenza
- L'adempimento delle obbligazioni civili da reato è di regola richiesto salvo che il condannato dimostri l'impossibilità oggettiva di adempiere; la mera impossibilità teorica non è sufficiente senza prova
- Il periodo e la qualità della sperimentazione in semilibertà rilevano: la concessione è più probabile se la semilibertà ha durata e contenuti tali da mostrare consolidato adattamento sociale
- Il Tribunale di sorveglianza deve motivare il proprio giudizio e può discostarsi dalle relazioni trattamentali, ma non può farlo senza fornire ragioni logiche e coerenti; la Cassazione sindaca i vizi di diritto ma non rivede i fatti
- Nei casi di reati particolarmente gravi o con forte allarme sociale la valutazione del ravvedimento è più rigorosa e richiede elementi più pregnanti a favore del reo
- Chi contesta il diniego in sede di legittimità deve dimostrare vizi di diritto o manifesta illogicità nella motivazione, non può limitarsi a una rivalutazione dei fatti
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