Sentenza n. 4256/2026 - Roma, Sezione 5Q
per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 23/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio); NONCHE' PER L'ACCERTAMENTO dell'obbligo delle Amministrazioni intimate di provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze; E PER LA CONDANNA delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sull'istanza del 23 ottobre 2025 volta a ottenere un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio
Esito
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio delle amministrazioni intimate sull'istanza con cui aveva chiesto un appuntamento per presentare la domanda di visto di ingresso in Italia per motivi di studio, ai sensi dell'art. 9 del codice dei visti di cui al Regolamento (CE) n. 810/2009. Ha chiesto la dichiarazione dell'illegittimità del silenzio, l'accertamento dell'obbligo delle amministrazioni di provvedere e la condanna a fissare l'appuntamento entro trenta giorni, con eventuale nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato l'appuntamento per la presentazione della domanda di visto. Il TAR ha ritenuto che l'attivazione del procedimento amministrativo abbia integralmente soddisfatto la pretesa azionata, dichiarando quindi la cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, poiché il tempo intercorso tra la richiesta dell'appuntamento e la notificazione del ricorso non era particolarmente esteso e l'amministrazione si era adoperata per provvedere in tempi ragionevoli. L'amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire alla ricorrente il contributo unificato.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
contro il silenzio serbato dalle amministrazioni intimate
Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; nel caso concreto, il ricorso è divenuto privo di oggetto dopo l'attivazione del procedimento richiesto.
art. 34, comma 5, c.p.a.
l'avvenuta attivazione del procedimento per il rilascio del visto integra il soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio
Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando l'amministrazione soddisfa integralmente la pretesa del ricorrente nel corso del giudizio.
art. 9 del Regolamento (CE) n. 810/2009
richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio
È indicato quale base normativa della richiesta di appuntamento per la presentazione della domanda di visto.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento necessario per presentare la domanda amministrativa richiesta integra il soddisfacimento della pretesa azionata quando costituisce l'attivazione del procedimento cui l'amministrazione era tenuta, determinando la cessazione della materia del contendere.
- Quando l'amministrazione provvede nel corso del giudizio e soddisfa la pretesa del ricorrente, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., in combinato disposto con l'art. 117 c.p.a.
- La compensazione delle spese può essere giustificata dalla brevità del tempo intercorso tra l'istanza e la notificazione del ricorso e dal comportamento collaborativo dell'amministrazione, pur potendo essere posta a carico di quest'ultima la restituzione del contributo unificato.
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