Sentenza n. 14574/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del Provvedimento di diniego del visto n. -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato emesso dall'Ambasciata d'Italia a Nuova Delhi
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia a Nuova Delhi. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è costituito resistendo al ricorso. Prima della decisione, il visto è stato rilasciato, determinando il venir meno dell'interesse alla decisione sull'impugnazione.
La decisione
Il TAR, decidendo in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha dichiarato la cessazione della materia del contendere poiché, nelle more del giudizio, il visto richiesto è stato rilasciato. Le spese sono state poste a carico del MAECI secondo il criterio della soccombenza virtuale, ritenendo l'Amministrazione soccombente in relazione all'esito sostanziale della controversia. Il Ministero è stato condannato a corrispondere al difensore del ricorrente, dichiaratosi antistatario, € 1.000 oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previa audizione delle parti, nell'ambito della camera di consiglio fissata per la domanda cautelare.
art. 34, comma 5, c.p.a.
La cessazione della materia del contendere consegue al rilascio, nelle more del giudizio, del visto oggetto dell'impugnazione, che ha soddisfatto integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce la base normativa richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nelle more del giudizio avente a oggetto il diniego di un visto, l'Amministrazione rilascia il visto richiesto, la pretesa sostanziale del ricorrente risulta soddisfatta e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- In caso di cessazione della materia del contendere determinata dal rilascio tardivo del provvedimento richiesto, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'Amministrazione qualora risulti sostanzialmente soccombente.
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