Cassazione Civile, Ordinanza n. 22367/2024 del 07/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (società)
La controversia
La controversia nasce da avvisi di rettifica e recupero di diritti doganali emessi per importazioni di aglio cinese effettuate nel 2007. L'Ufficio ha contestato un utilizzo elusivo del regime daziario preferenziale, sostenendo che i titoli di importazione intestati a un operatore privilegiato fossero stati impiegati per aggirare il divieto di cessione dei diritti connessi, consentendo a un diverso operatore di importare quantitativi superiori a quelli consentiti a dazio agevolato. In primo grado il ricorso delle società era stato accolto; in appello, nel giudizio di rinvio dopo precedente cassazione, la CTR ha rigettato le doglianze delle contribuenti. Le società hanno proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) nullità della sentenza e del procedimento per mancata celebrazione dell'udienza pubblica o da remoto e per mancato rinvio per impedimento del difensore, deducendo violazione delle norme sul processo tributario emergenziale e del diritto di difesa; 2) omessa pronuncia sull'eccezione di decadenza dell'Amministrazione dal potere di recupero dei diritti doganali con riguardo a due bollette, in violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; 3) violazione degli artt. 384, comma 2, e 394 c.p.c., perché il giudice di rinvio avrebbe deciso su un tema non più devoluto, trascurando il principio di diritto fissato dalla precedente ordinanza di cassazione, che imponeva di verificare se l'Amministrazione avesse formulato e trasmesso tempestivamente una notitia criminis entro il termine triennale utile a evitare la decadenza.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo motivo, ritenendo legittima la trattazione scritta nel contesto emergenziale Covid-19 e corretto il diniego di rinvio per impedimento del difensore, ma ha accolto il secondo e il terzo motivo. Ha quindi cassato la sentenza impugnata per violazione dei limiti del giudizio di rinvio e per omessa decisione sulla questione devoluta, rinviando alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Emilia Romagna, in diversa composizione, affinché accerti se, per le due bollette in contestazione, l'Amministrazione abbia tempestivamente ravvisato e comunicato una fattispecie penalmente rilevante entro il termine triennale previsto dalla disciplina doganale. Il giudice di rinvio dovrà anche provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 384, comma 2, c.p.c.
Il giudice di rinvio deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione e non può pronunciarsi oltre i limiti segnati dal decisum rescindente.
art. 394 c.p.c.
La riassunzione davanti al giudice di rinvio introduce un processo chiuso, nel quale non possono essere proposte nuove domande, eccezioni o questioni estranee alla sentenza di cassazione.
art. 33 d.lgs. n. 546 del 1992
Richiamato dai ricorrenti a sostegno della censura sul mancato svolgimento della pubblica udienza nel processo tributario.
art. 63 d.lgs. n. 546 del 1992
Richiamato dai ricorrenti a sostegno della censura processuale relativa al rito in udienza nel processo tributario.
art. 27, comma 2, d.l. n. 137 del 2020
"In alternativa alla discussione con collegamento da remoto, le controversie fissate per la trattazione in udienza pubblica, passano in decisione sulla base degli atti, salvo che almeno una delle parti non insista per la discussione"
La norma emergenziale non attribuisce un diritto assoluto alla discussione in pubblica udienza, ma consente al giudice di disporre la trattazione scritta se il collegamento da remoto non sia possibile, salvaguardando il contraddittorio mediante memorie.
art. 115 disp. att. c.p.c.
Il rinvio dell'udienza per grave impedimento del difensore presuppone l'impossibilità di sostituzione mediante delega; altrimenti si tratta di un problema organizzativo del professionista non idoneo a giustificare il differimento.
art. 24 Cost.
Richiamato quale parametro del diritto di difesa nella doglianza sulla mancata udienza pubblica.
art. 111 Cost.
Richiamato dalla CTR per giustificare la trattazione scritta in funzione della ragionevole durata del processo.
art. 112 c.p.c.
La mancata pronuncia sul motivo devoluto integra violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
art. 36, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992
Richiamato dai ricorrenti a sostegno del vizio di omessa pronuncia nel processo tributario.
art. 221 CDC
È richiamato come norma che disciplina il termine di decadenza per la notifica del debito doganale, prorogabile solo al ricorrere dei presupposti penalmente rilevanti e della tempestiva notitia criminis.
art. 84 TULD
Concorre a regolare il termine di decadenza dell'azione doganale e la sua eventuale estensione in presenza di fatti penalmente rilevanti tempestivamente comunicati.
art. 1292 c.c.
Richiamato nella ricostruzione dei fatti per il vincolo di solidarietà tra le società destinatarie degli avvisi doganali.
Massime di principio
- Nel giudizio di rinvio il thema decidendum è chiuso e delimitato dalla sentenza di cassazione: il giudice di rinvio non può riaprire questioni già definite né decidere su profili estranei al principio di diritto enunciato.
- La violazione dell'art. 384 c.p.c. si configura quando il giudice di rinvio non si uniforma al decisum della Cassazione e omette l'accertamento specificamente richiesto dalla sentenza rescindente.
- La trattazione scritta nel processo tributario emergenziale è legittima se il quadro normativo o organizzativo impedisce la discussione in presenza o da remoto; il diritto alla pubblica udienza non è assoluto, purché il contraddittorio sia garantito mediante il deposito di memorie.
- Il rinvio dell'udienza per impedimento del difensore presuppone l'effettiva impossibilità di sostituzione: in difetto, la mancata comparizione dipende da una scelta organizzativa del professionista e non impone il differimento.
- In materia di decadenza doganale collegata a fatti penalmente rilevanti, il prolungamento del termine opera solo se entro il termine ordinario l'Amministrazione abbia formulato e trasmesso una notizia di reato idonea a individuare il fatto illecito.
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