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Ordinanza

Ordinanza n. 1655/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601094

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell’istanza di verifica della sussistenza della quota per la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, preceduto da preavviso di rigetto

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio di rigetto e il preavviso di rigetto adottati nell’ambito della procedura di conversione del permesso di soggiorno. Dal provvedimento impugnato risulta che il rigetto è stato motivato dalla mancata produzione del modello UNILAV relativo al rapporto di lavoro stagionale, della proposta di contratto di soggiorno con indicazione della retribuzione mensile, di un titolo valido relativo all’immobile presso il quale il cittadino straniero risultava ospitato e dell’indicazione della durata dell’ospitalità nella comunicazione di ospitalità. Il testo dell’ordinanza non specifica i singoli motivi di ricorso dedotti, ma evidenzia la necessità di verificare la documentazione trasmessa dal ricorrente all’amministrazione in risposta al preavviso di rigetto o comunque prima dell’adozione del provvedimento finale.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda cautelare nel merito. Ha ritenuto necessario acquisire copia integrale della comunicazione PEC, completa degli allegati e trasmessa nel formato originale .eml, contenente la documentazione prodotta dal ricorrente in riscontro al preavviso di rigetto o comunque inviata all’amministrazione prima della notifica del provvedimento impugnato. Ha ordinato al ricorrente di depositare, entro dieci giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza, copia in formato .eml della ricevuta di consegna della PEC inviata all’amministrazione. La prosecuzione del giudizio cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio del 4 novembre 2026. Non è stata espressa una valutazione definitiva sulla legittimità del rigetto, né risultano decisioni sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La disposizione è richiamata quale base normativa del preavviso di rigetto emesso nell’ambito della procedura amministrativa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando la decisione cautelare dipende dalla verifica della documentazione che il privato afferma di avere trasmesso all’amministrazione prima dell’adozione dell’atto impugnato, il giudice può disporre un incombente istruttorio finalizzato all’acquisizione della comunicazione PEC completa degli allegati e dei dati tecnici idonei a comprovare l’invio e la consegna.
  • Nel giudizio amministrativo, la verifica della documentazione trasmessa in risposta al preavviso di rigetto è rilevante per accertare se l’amministrazione abbia valutato gli elementi forniti dal privato prima dell’adozione del provvedimento finale; ove tale verifica non sia possibile allo stato degli atti, la decisione cautelare può essere rinviata dopo l’espletamento dell’istruttoria.
  • Un’ordinanza istruttoria che dispone il deposito di documentazione e rinvia la prosecuzione del giudizio cautelare non implica, di per sé, una valutazione definitiva né sulla fondatezza del ricorso né sulla legittimità dell’atto amministrativo impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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