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Sentenza

Sentenza n. 4438/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 333/2025 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro pubblicata il 22 novembre 2025.

Giustizia amministrativa202602203

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inadempimento del Ministero all’obbligo, sancito dalla sentenza passata in giudicato del Tribunale di Como - Sezione Lavoro n. 333/2025, di riconoscere la carta del docente per complessivi 2.000 euro a una ricorrente e 500 euro all’altra

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docenti creditrici)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno proposto ricorso per ottemperanza deducendo che il Ministero non aveva eseguito la sentenza n. 333/2025 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro, pubblicata il 22 novembre 2025, notificata il 18 dicembre 2025 e passata in giudicato. La decisione aveva riconosciuto a una docente la carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, per complessivi 2.000 euro, e all’altra per l’anno scolastico 2022/2023, per 500 euro. Le ricorrenti hanno chiesto che fosse ordinata l’esecuzione del giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha dedotto di avere adempiuto.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo trascorsi dalla notifica della sentenza i 120 giorni previsti dall’art. 14 del d.l. 669/1996. Nel merito lo ha accolto: la spettanza degli importi risultava dalla documentazione e dal giudicato, mentre il Ministero non aveva allegato l’avvenuto pagamento. Ha dichiarato l’inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notifica della sentenza gli importi dovuti, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all’Amministrazione; il commissario dovrà provvedere entro i successivi 60 giorni. Ha precisato che non è dovuto un compenso al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Ha condannato il Ministero alle spese, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Il ricorso per ottemperanza va dunque accolto.

    Il giudice accoglie la domanda di ottemperanza e ordina l’esecuzione del giudicato, dichiarando l’inottemperanza e predisponendo, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito in l. 30/1997

    Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Il ricorso per ottemperanza è procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notifica della sentenza, nel caso considerato.

Massime di principio

  • Decorso il termine di 120 giorni dalla notifica della sentenza previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996, il ricorso per ottemperanza è procedibile.
  • Quando il giudicato riconosce un credito e la documentazione ne comprova la spettanza, l’Amministrazione è inottemperante se non esegue il pagamento e non deduce di avere adempiuto; il giudice può ordinare il pagamento entro un termine e nominare sin d’ora un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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