Cassazione Civile, Sentenza n. 25632/2022 del 31/08/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Comune ha impugnato la sentenza della CTR che aveva accolto l'appello della società contribuente e aveva ritenuto illegittime le tariffe TARSU approvate con determina sindacale (anziché dal Consiglio) e aveva escluso dalla tassazione aree scoperte adibite ad esposizione di auto. Il ricorso per cassazione articolava sei motivi: (1-2) la CTR si sarebbe pronunciata ultrapetita e su questione non riproposta in appello (competenza del Sindaco) formatasi in giudicato interno; (3) omessa/contraddittoria motivazione sulla idoneità delle aree a produrre rifiuti; (4) errata applicazione delle norme (legge n.549/1995 e art.62 d.lgs.507/1993) e sul riparto dell'onere della prova; (5) decisione su punto non dedotto in sede amministrativa; (6) illegittima compensazione delle spese.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi cinque motivi (i primi due congiunti) e ha dichiarato assorbito il sesto. Ha ritenuto che la CTR avesse erroneamente esaminato una questione di merito (la competenza del Sindaco) non riproposta in appello, con formazione di giudicato interno, e quindi ha cassato la sentenza impugnata. Sul punto relativo alle aree scoperte ha confermato il principio secondo cui le aree operative (es. esposizione auto) sono presuntivamente idonee a produrre rifiuti (presunzione iuris tantum) e che la contribuente non aveva fornito alcuna prova contraria né aveva formulato istanza amministrativa di esclusione. In applicazione dell'art. 384, comma 2, c.p.c., avendo la Corte ritenuto non necessari ulteriori accertamenti, ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario della contribuente (Auto Più) e quindi ha respinto la richiesta di rimborso. Ha disposto la compensazione delle spese del giudizio di merito e ha condannato la controricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 2.500,00 per compensi professionali oltre oneri e Euro 200,00.
Norme richiamate
art. 62 d.lgs. n. 507/1993
Stabilisce che la TARSU si applica a chiunque occupi o detenga locali o aree scoperte e pone una presunzione iuris tantum di produttività delle aree operative; l'esclusione dalla tassa è possibile solo se il detentore prova nella denuncia originaria o di variazione l'inidoneità alla produzione di rifiuti con elementi oggettivi.
art. 360 c.p.c.
Fondamento per i motivi di cassazione utilizzati per censurare la pronuncia ultrapetita e la omessa/contraddittoria motivazione della CTR su punti decisivi del giudizio.
art. 346 c.p.c.
Richiamato in relazione alla formazione del giudicato interno: la questione non riproposta in appello si considera preclusa e non poteva essere esaminata dalla CTR in sede di gravame.
artt. 99 e 112 c.p.c.
Invocate per censurare la violazione delle norme sul contenuto della decisione e sulla formulazione del petitum; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia ecceduto nel decidere su questione non oggetto di gravame.
art. 384 c.p.c.
Ha autorizzato la Corte di Cassazione a decidere la causa nel merito senza rinvio, ritenendo che non fossero necessari ulteriori accertamenti di fatto.
legge n. 549/1995
Richiamata nella contestazione sull'esclusione dalla tassazione; la Corte ha comunque richiamato la disciplina complessiva e la giurisprudenza che pongono la presunzione di produttività e l'onere della prova a carico del contribuente.
art. 24 Cost. e art. 32 d.lgs. n. 546/1992
Richiamati dalla contribuente per contestare vizi processuali della decisione di primo grado; la Corte ha osservato che tali rimedi non autorizzano la riapertura di questioni di merito non riproposte in appello.
Giurisprudenza di legittimità (Cass. civ., Sez. 5)
es. sentenze n. 23058/2019, n. 8908/2018, n. 18500/2017, n. 17623/2016, n. 5047/2015, n. 12084/2004
Conferma che aree (anche scoperte e parcheggi) frequentate da persone sono presuntivamente produttive di rifiuti; la presunzione è iuris tantum e può essere superata dalla prova contraria fondata su elementi oggettivi.
Massime di principio
- In sede di appello non possono essere decise questioni di merito che non siano state riproposte dalla parte: se un motivo non è riproposto in appello si forma il giudicato interno e l'appello non può aprire quella materia.
- Per la TARSU le aree operative (es. esposizione di autovetture, parcheggi frequentati) sono presuntivamente idonee a produrre rifiuti: opera una presunzione iuris tantum che grava sul contribuente l'onere di fornire prova contraria.
- La prova che supera la presunzione di produttività deve essere fondata su elementi oggettivi e, preferibilmente, prodotta nell'ambito della denuncia originaria o di variazione amministrativa; l'assenza di istanza amministrativa di esclusione e di documentazione probatoria rende difficoltosa la contestazione in sede contenziosa.
- Il giudice di legittimità può, quando non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto, decidere direttamente nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c., cassando la sentenza impugnata e pronunciando sul ricorso originario.
- Sulle spese processuali, anche se la materia è complessa e di interpretazione giurisprudenziale articolata, la Corte può disporre compensazione per il merito del giudizio di merito ma condannare la parte soccombente nel giudizio di legittimità al pagamento delle spese di cassazione.
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