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Sentenza

Sentenza del 19/01/2021 n. 537 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Accertamento in base agli studi di settore; Valenza probatoria degli indicatori di normalità economica; Contraddittorio;

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'accertamento fiscale fondato sui risultati automatici degli studi di settore; questione sulla valenza probatoria degli indicatori di normalità economica e sul profilo del contraddittorio, con contestazione dell'onere probatorio posto a carico del contribuente per dimostrare l'esclusione dall'area di applicazione degli standards

La decisione

La giurisprudenza conferma che la stima effettuata con i dati automatici degli studi di settore costituisce una presunzione semplice ma legittima. Tale presunzione può essere superata solo mediante allegazioni e prove specifiche, riferite alla realtà economica dell'impresa, da svolgersi nella fase del contraddittorio. In difetto di prove adeguate e specifiche da parte del contribuente, l'accertamento basato sugli studi di settore viene ritenuto legittimo e quindi confermato

Norme richiamate

  • Decreto-Legge 98/2011

    Rinvio normativo sull'utilizzo di presunzioni e sui poteri dell'amministrazione nella determinazione del reddito d'impresa; conferma la legittimità dell'uso di elementi sinteticamente ricavati dagli studi di settore come presunzioni semplici

  • Decreto-Legge 81/2007

    Disciplina della fase del contraddittorio e degli obblighi informativi; sottolinea l'importanza del contraddittorio preventivo e della possibilità per il contribuente di fornire elementi per superare le presunzioni

  • Decreto-Legge 81/2007

    Norme che regolano l'impiego di parametri e indici sintetici nella determinazione del reddito e le modalità di contestazione, evidenziando che gli standards operano come indicatori e non come accertamenti assoluti

  • Legge 600/1973

    Prevede le presunzioni semplici e le modalità di rettifica e accertamento da parte dell'amministrazione finanziaria; viene interpretata come base normativa per l'uso degli studi di settore come presunzioni legittime

Massime di principio

  • Gli studi di settore producono una presunzione semplice: sono legittimi ma superabili; non costituiscono prova definitiva contro il contribuente
  • Spetta al contribuente l'onere di allegare e provare, nel contraddittorio, elementi specifici e idonei a dimostrare la non rispondenza dell'attività agli standards (es. dati contabili dettagliati, contratti, documentazione di costi anomali, eventi straordinari)
  • L'amministrazione deve svolgere il contraddittorio e valutare le prove fornite; in mancanza di prove specifiche l'accertamento basato sugli studi è confermabile
  • Gli indicatori di normalità economica vanno interpretati come criteri valutativi e non come presunzioni assolute: vanno rimodulati alla luce della concreta realtà aziendale quando emergono elementi probatori contrari
  • Per resistere a un accertamento fondato sugli studi è necessario fornire prove concrete e documentate (non semplici affermazioni), preferibilmente organizzate per confrontare i singoli parametri degli studi con elementi reali dell'impresa
  • Proceduralmente, la mancata partecipazione al contraddittorio o l'assenza di elementi nuovi espone il contribuente al rischio che l'accertamento venga confermato

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