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Sentenza

Sentenza del 22/06/2016 n. 815 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto

PROCESSOTRIBUTARIO - PRONUNCIAMENTO DEL GIUDICE - CONVERSIONE DELLA VALIDITA' DELL'ATTOIMPUGNATO AI FINI DI DIVERSA IMPOSTA. LEGITTIMITA' - NON SUSSISTE. Va riformata la sentenza di primo grado che converte ai fini dell'impostadi registro la validità dell'avviso di liquidazione originariamente emanato perIVA sui trasferimenti immobiliari. Ritenere legittimo applicare nell'ambito delcontenzioso tributario una diversa imposta quale quella di registro, ipotecariae catastale osta con il diritto fondamentale invocato dal contribuente ad unacorretta contestazione dei tributi dovuti fin dal primo momento in cui vieneesercitato il potere di imposizione fiscale, a garanzia della certezza deirapporti giuridici e dell'interesse del contribuente alla predeterminazione deltermine di soggezione all'iniziativa dell'Ufficio.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la possibilità di considerare valido, ai fini dell’imposta di registro, un avviso di liquidazione originariamente emanato per l’IVA applicata a trasferimenti immobiliari. Il contribuente contestava la conversione dell’atto e sosteneva che l’imposta dovuta dovesse essere individuata e contestata dall’Ufficio sin dall’origine, senza modificare in giudizio il tributo oggetto dell’imposizione.

La decisione

Il giudice ha riformato la sentenza di primo grado, escludendo la possibilità di convertire l’efficacia dell’avviso originariamente emesso per l’IVA ai fini dell’imposta di registro. È stato affermato che, nel processo tributario, non è legittimo sostituire il tributo contestato con una diversa imposta, come l’imposta di registro, ipotecaria o catastale. Il contribuente deve poter conoscere e contestare correttamente la pretesa fiscale fin dal primo esercizio del potere impositivo, a tutela della certezza dei rapporti giuridici e della predeterminazione del periodo entro il quale può essere assoggettato all’iniziativa dell’Amministrazione.

Norme richiamate

  • Principio di certezza dei rapporti giuridici e di corretta individuazione della pretesa tributaria

    Il contribuente ha diritto ad una corretta contestazione dei tributi dovuti fin dal primo momento in cui viene esercitato il potere di imposizione fiscale.

    L’atto impositivo deve indicare sin dall’origine il tributo richiesto e i relativi presupposti. Non è consentito all’Amministrazione o al giudice sostituire in corso di causa l’imposta originariamente contestata con una diversa imposta.

  • Principio di predeterminazione del termine di soggezione all’iniziativa dell’Ufficio

    A garanzia della certezza dei rapporti giuridici e dell’interesse del contribuente alla predeterminazione del termine di soggezione all’iniziativa dell’Ufficio.

    La pretesa tributaria deve essere esercitata entro termini e con modalità conoscibili e predeterminati; la conversione dell’atto potrebbe eludere tali garanzie e ampliare indebitamente il potere impositivo.

Massime di principio

  • Nel contenzioso tributario l’atto impositivo deve essere valutato in relazione al tributo effettivamente indicato dall’Amministrazione al momento della sua emissione.
  • Un avviso originariamente emesso per una determinata imposta non può essere convertito giudizialmente in un atto valido per un tributo diverso, anche se i fatti economici sottostanti sono collegati.
  • Il contribuente deve poter conoscere con precisione il tributo richiesto, i presupposti della pretesa e i termini entro i quali l’Amministrazione può agire.
  • La sostituzione del tributo in corso di giudizio può compromettere il diritto di difesa e non è ammissibile quando comporta una nuova o diversa pretesa fiscale.
  • In situazioni analoghe occorre verificare il contenuto originario dell’atto, il tributo espressamente richiesto, i relativi presupposti e il rispetto dei termini di decadenza applicabili.

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