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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19203/2022 del 16/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Venezia che aveva riqualificato il fatto in furto semplice e, concedendo le attenuanti generiche, aveva condannato l'imputato a 2 mesi di reclusione e 80 euro di multa. Il ricorso censura l'errata determinazione della pena, denunciando che la riduzione operata dal Tribunale ha portato a una pena finale inferiore al minimo assoluto consentito dopo la concessione delle attenuanti generiche e che la motivazione non rende conto in modo adeguato delle riduzioni applicate (in particolare di una ulteriore riduzione e del trattamento della continuazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha rilevato che la cornice edittale dell'art. 624 c.p. è da 6 mesi a 3 anni di reclusione e da 154 a 516 euro di multa; il Tribunale aveva indicato in motivazione una pena base già inferiore al minimo edittale (9 mesi e 150 euro), poi ridotta a 6 mesi e 120 euro per le attenuanti generiche, e infine ha disposto in dispositivo una ulteriore riduzione non adeguatamente motivata portando la pena a 2 mesi e 80 euro. La Corte ha concluso che la pena detentiva concreta è inferiore al minimo assolutamente irrogabile dopo le attenuanti generiche (pari a 4 mesi e 103 euro) e che la motivazione non spiega le riduzioni e la questione della continuazione; perciò ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Venezia per nuovo esame.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 25

    Richiamata nel ricorso per contestare la violazione di legge nella determinazione della pena; la Corte ha valutato la fondatezza del motivo in termini di corretto rispetto dei limiti edittali e del principio di legalità della pena.

  • Codice penale, art. 624 (furto)

    Fornisce la cornice edittale del reato (da 6 mesi a 3 anni di reclusione e multa da 154 a 516 euro); la Corte ha confrontato la pena concreta con tale cornice per verificare la legittimità delle riduzioni applicate.

  • Codice di procedura penale, art. 608

    Il ricorso è stato qualificato come proposto ai sensi dell'art. 608 c.p.p. (impugnazione del Procuratore Generale avverso sentenze di primo grado non appellabili), con conseguente ammissibilità del gravame per vizi nella determinazione della pena.

  • Codice di procedura penale, art. 593 comma 1

    Richiamato per spiegare che la sentenza di primo grado non era appellabile salvo i casi previsti dall'art. 593; ciò rendeva legittimo il ricorso del Procuratore Generale ai sensi dell'art. 608.

  • D.L. n.137/2020, art. 23 comma 8 (conv. L. 176/2020)

    Norma richiamata per spiegare che il procedimento di cassazione è stato trattato senza l'intervento delle parti, con le conclusioni rese per iscritto.

Massime di principio

  • Quando la sentenza di primo grado concede attenuanti generiche è necessario calcolare esplicitamente la pena di partenza e le singole riduzioni, indicando le percentuali o i criteri applicati, affinché la pena finale non risulti inferiore al minimo consentito dopo le riduzioni.
  • Il giudice deve motivare in modo chiaro ogni riduzione della pena, compresa l'eventuale ulteriore diminuzione rispetto alla prima diminuzione per attenuanti, e deve trattare esplicitamente questioni rilevanti come la continuazione tra reati.
  • Il Procuratore Generale può proporre ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 608 c.p.p. contro sentenze di primo grado non appellabili quando si censura la determinazione della pena.
  • La violazione dei limiti edittali o la motivazione insufficiente circa la determinazione della pena determina annullamento con rinvio per un nuovo esame da parte del giudice di merito.
  • In casi analoghi è utile verificare e documentare il calcolo aritmetico della pena (pena base, riduzioni percentuali, minima concreta ammessa) per dimostrare l'eventuale illegittimità della pena irrogata.

Testo integrale

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