Cassazione Penale, Sentenza n. 1845/2023 del 18/01/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Maesano, arrestato in Spagna il 20/05/2002 e destinatario di un provvedimento di determinazione delle pene concorrenti che prevedeva l'ergastolo (decorrenza 20/05/2002), ha chiesto la commutazione dell'ergastolo in 30 anni perché l'estradizione concessa dalla Spagna era condizionata al mancato infliggere della pena perpetua; ha inoltre chiesto l'applicazione dell'indulto (legge n.241/2006) per reati commessi prima del 2/05/2006. La Corte di appello ha respinto ritenendo che l'estradizione fosse stata concessa anche per reati puniti con l'ergastolo. Il ricorrente ha impugnato tale ordinanza in Cassazione.
La decisione
La Cassazione ha accolto il primo motivo: ha annullato, limitatamente al diniego di commutazione dell'ergastolo, l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio della decisione alla Corte d'appello di Bari per nuovo giudizio sul punto, statuendo che la condizione posta all'estradizione deve essere valutata e può rendere illegale l'applicazione dell'ergastolo, correggibile con l'incidente di esecuzione (art.670 c.p.p.). Il secondo motivo relativo all'indulto è stato dichiarato manifestamente infondato/inammissibile: la giurisprudenza ritiene che, anche se la pena fosse commutata per effetto della condizione di estradizione, la pena vada considerata ad ogni altro effetto come ergastolo, con conseguente inapplicabilità dell'indulto e specifiche regole sui benefici.
Norme richiamate
legge n.241/2006 (indulto)
Richiesta di applicazione dell'indulto rigettata come manifestamente infondata: la giurisprudenza considera che, anche se la pena viene commutata in esecuzione per effetto di una condizione di estradizione, essa rimane rilevante "ad ogni altro effetto" come ergastolo, con conseguente esclusione dell'indulto.
art. 670 cod. proc. pen.
Individuato quale rimedio idoneo per correggere l'applicazione illegale dell'ergastolo quando l'estradizione era stata concessa con la condizione di non esecuzione della pena perpetua; la Corte richiama l'incidente di esecuzione per adeguare la pena all'assetto imposto dall'estradizione.
giurisprudenza consolidata della Cassazione
Principio consolidato: se uno Stato che non ammette l'ergastolo (es. la Spagna) concede l'estradizione imponendo la commutazione della pena perpetua, tale condizione si applica alla pena complessiva risultante dall'unificazione dei titoli relativi a fatti anteriori alla consegna; l'eventuale ergastolo risultante costituisce applicazione di pena illegale e va corretta.
Massime di principio
- Se l'estradizione è stata concessa da uno Stato che non ammette l'ergastolo con la condizione che il soggetto non sia sottoposto a pena perpetua, il giudice italiano deve dare efficacia a tale condizione e valutare la commutazione della pena complessiva relativa ai fatti anteriori alla consegna.
- Quando permane in sentenza l'ergastolo nonostante la condizione di estradizione, tale applicazione può essere considerata illegale e va rimosso o corretto tramite l'incidente di esecuzione ai sensi dell'art.670 c.p.p.
- La commutazione della pena in esecuzione per motivi legati all'estradizione non implica automaticamente l'accesso all'indulto: la giurisprudenza può ritenere che la pena sia comunque da considerare, per altri effetti, come ergastolo (con conseguente esclusione dell'indulto e particolari regole sui benefici).
- In sede di ricorso è determinante far emergere e documentare la condizione specifica posta dall'autorità straniera al momento dell'estradizione; l'omessa considerazione di tale condizione da parte del giudice di merito può determinare annullamento e rinvio da parte della Cassazione.
- Il giudice di rinvio deve riesaminare la richiesta di commutazione alla luce dei principi di diritto indicati dalla Cassazione e, se necessario, adeguare la pena complessiva in conformità alla condizione di estradizione.
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