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Sentenza

Sentenza n. 1358/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento -del provvedimento di rigetto dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare di cui all'art 103 comma 1 D.L 34/2020 emesso dalla Prefettura di Modena – Sportello Unico per l'Immigrazione, emesso in data-OMISSIS- e notificato in pari data, di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali.

Giustizia amministrativa202200877

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare ai sensi dell'art. 103, comma 1, d.l. 34/2020

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Modena aveva respinto la domanda di emersione dal lavoro irregolare presentata in suo favore, deducendo plurimi profili di illegittimità. Il testo della sentenza non specifica il contenuto dei singoli motivi. L'istanza cautelare era stata respinta con ordinanza n. 599 del 21 dicembre 2022. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, poiché aveva ottenuto un permesso di soggiorno per protezione speciale, conseguendo così la regolarizzazione della propria posizione sul territorio italiano.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., rilevando che il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale aveva fatto venir meno l'interesse del ricorrente alla decisione sull'impugnazione del diniego di emersione. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti. Il Collegio ha inoltre disposto l'oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 103, comma 1, d.l. 34/2020

    Costituisce la base normativa dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare oggetto del diniego impugnato.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Impone la dichiarazione di improcedibilità quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto, tale effetto è stato ricondotto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disciplina dello svolgimento dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 13-quater disp. att. c.p.a.

    Richiamato unitamente all'art. 87, comma 4-bis, c.p.a., per lo svolgimento dell'udienza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto, insieme all'art. 10 del Regolamento UE 2016/679, per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali del ricorrente mediante oscuramento.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento di un diniego amministrativo in materia di immigrazione, il ricorrente ottiene un diverso titolo di soggiorno che regolarizza la sua posizione e rende non più utile la decisione sull'atto impugnato, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La dichiarazione della parte circa la sopravvenuta carenza di interesse, ove collegata a un fatto sopravvenuto idoneo a eliminare l'utilità concreta della pronuncia, consente al giudice amministrativo di definire il giudizio con una pronuncia di improcedibilità, senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro l'atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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