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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5841/2024 del 09/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Alamaro ha chiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato rispetto a cinque diversi procedimenti e sentenze per reati contro il patrimonio commessi tra maggio 2018 e aprile 2019 in località diverse. Ha censurato l'ordinanza della Corte d'appello che aveva rigettato l'istanza, deducendo inosservanza degli artt. 81 comma 2 c.p. e 671 c.p.p. e vizio di motivazione: a suo avviso l'arresto e la misura cautelare avrebbero interrotto temporaneamente il disegno criminoso che sarebbe comunque unitario, ripreso alla libertà, e l'omogeneità delle norme violated costituirebbe indice essenziale di un disegno unitario.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha confermato il rigetto dell'istanza di riconoscimento del reato continuato. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la continuazione richiede un'anticipata e specifica ideazione unitaria dei reati, accertabile tramite indici esteriori significativi (contiguità spazio-temporale, identità della natura dei reati, analogia del modus operandi, unità del contesto, costante compartecipazione, ecc.). La Corte territoriale aveva ritenuto che la dispersione geografica e l'arco temporale apprezzabile, in assenza di ulteriori elementi, escludevano la sussistenza di un disegno unitario. Il ricorrente non ha fornito nuovi elementi o censure specifiche per invalidare la motivazione; la cassazione ha quindi dichiarato il ricorso infondato e condannato il ricorrente alle spese.

Norme richiamate

  • art. 81 comma 2 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato continuato: la Corte ha interpretato che per riconoscere la continuazione è necessaria l'anticipata e specifica ideazione unitaria dei reati, desumibile da indici esteriori significativi; la mera omogeneità delle norme violate non basta.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata dal ricorrente in relazione al rimedio esperibile contro le decisioni del giudice dell'esecuzione; la Corte ha ritenuto però il ricorso infondato per carenza di specifiche censure alla motivazione di merito.

  • art. 628 cod. pen. e altre disposizioni sostanziali menzionate

    Gli illeciti materiali contestati (es. furto con strappo, ricettazione, ecc.) sono stati richiamati per descrivere i fatti: la Corte osserva che l'identità della fattispecie penale tra più episodi, da sola, non costituisce prova dell'unitarietà del disegno criminoso.

Massime di principio

  • Per riconoscere il reato continuato è necessario provare che, al momento del primo episodio, esistesse già nella mente dell'agente un progetto unitario e specifico che prevedesse anche i reati successivi nelle loro linee essenziali.
  • Gli indici rilevanti sono: contiguità spazio-temporale, identità o omogeneità della natura dei reati e del bene giuridico protetto, analogia del modus operandi, sistematicità, costante compartecipazione dei soggetti e elementi esterni che denotino programmazione.
  • La mera omogeneità delle norme violate o l'abitualità a delinquere non sono sufficienti per affermare la continuità; serve documentazione o indizi concreti di progettualità anticipata.
  • Un periodo di custodia cautelare o arresto che interrompe l'attività criminosa non prova di per sé che il disegno fosse unitario o proseguito: occorre dimostrare che i reati successivi fossero già pianificati prima del primo episodio.
  • In sede di cassazione la valutazione degli indici di unità del disegno criminoso è rimessa in gran parte all'apprezzamento del giudice di merito e non è sindacabile se la motivazione è adeguata, congrua e priva di vizi logici; chi impugna deve indicare censure specifiche alla motivazione.
  • Chi propone istanza di riconoscimento della continuazione dovrebbe produrre elementi fattuali concreti (es. comunicazioni, comportamenti preparatori, identico modus operandi documentato, testimonianze, connessioni logistiche) per superare la valutazione negativa del giudice.

Testo integrale

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