Sentenza n. 5891/2026 - Roma, Sezione 4
per l'annullamento del provvedimento di cessazione dall'incarico di giudice di pace per non avere presentato domanda di conferma nell'incarico di magistrato onorario
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito i motivi di illegittimità dedotti contro la cessazione dall'incarico. Le spese di lite sono state compensate tra le parti per la sussistenza di giustificati motivi.
Atto impugnato: provvedimento di cessazione dall'incarico di giudice di pace per mancata presentazione della domanda di conferma nell'incarico di magistrato onorario
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti avevano impugnato il provvedimento di cessazione dall'incarico di giudice di pace, deducendo l'illegittimità della cessazione conseguente alla mancata presentazione della domanda di conferma nell'incarico di magistrato onorario. Prima della decisione, con atto depositato il 9 marzo 2026, hanno dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nell'epigrafe in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non esplicita una specifica interpretazione della disposizione.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando il giudice ne prende atto e non residua un interesse concreto e attuale alla pronuncia.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non procede all'esame nel merito dei motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
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