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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12306/2025 del 09/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di un comproprietario di un appartamento al primo piano di un edificio condominiale, che ha chiesto l'accertamento della violazione delle distanze legali da parte della vicina proprietaria, la quale aveva eseguito lavori sul proprio immobile. In primo grado la domanda era stata accolta, con ordine di riduzione in pristino mediante arretramento dell'opera. La Corte d'appello ha confermato la decisione ritenendo che l'intervento non fosse un mero volume tecnico o una semplice ristrutturazione, ma una nuova costruzione realizzata per sopraelevazione, con aumento di volumetria e difformità rispetto al progetto assentito; ha inoltre escluso che vi fosse una deroga convenzionale valida alle distanze, che potesse applicarsi l'esonero dell'art. 879 c.c. per strada privata gravata da uso pubblico, o che il manufatto potesse qualificarsi come luci anziché vedute. In cassazione la proprietaria ha proposto sei motivi: primo, errata qualificazione dell'intervento come nuova costruzione e non come ristrutturazione/recupero del sottotetto; secondo, erronea declaratoria di inammissibilità della produzione tardiva di un atto notarile del 1962 e della relazione comunale del 2020, sostenendo che l'atto costituiva servitù di sopraelevazione e provava la preesistenza del proprio fabbricato; terzo, mancata applicazione dell'art. 879 c.c. per strada privata a uso pubblico e erroneo diniego dell'usucapione della servitù di passaggio pubblico; quarto, erronea qualificazione di abbaini come vedute e non luci; quinto, omessa applicazione del criterio della prevenzione temporale; sesto, ultrapetizione per avere il giudice di merito considerato anche norme urbanistiche vigenti all'epoca dell'intervento.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha dichiarato inammissibile la censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. per difetto di specificità in presenza di doppia conforme; ha ritenuto infondato il primo motivo perché l'aumento di volumetria e lo spostamento in alto della copertura integrano nuova costruzione soggetta alle distanze; ha dichiarato inammissibile il secondo motivo per difetto di interesse nella parte ad abundantiam e comunque per mancata dimostrazione della causa non imputabile che giustificasse il deposito tardivo, oltre che per mancato confronto con la ratio decidendi sulla necessità di uno specifico contratto ex art. 1058 c.c. per derogare alle distanze; ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché non coglieva la ratio e perché la prova dell'uso pubblico della strada richiede, oltre agli indici fattuali, l'uso generalizzato, l'idoneità al pubblico interesse e il protrarsi nel tempo, requisiti non dimostrati; ha ritenuto infondato il quarto motivo poiché, una volta qualificato l'intervento come nuova costruzione, le distanze vanno comunque rispettate a prescindere dalla tipologia delle aperture; ha dichiarato assorbito il quinto motivo, dipendente dalla sorte dei primi due; ha rigettato il sesto motivo escludendo l'ultrapetizione, poiché l'accertamento delle distanze implica necessariamente l'applicazione delle norme locali vigenti al momento dell'intervento. Inoltre, ha condannato la ricorrente al pagamento di Euro 3.000,00 ex art. 96, comma 4, c.p.c. in favore della Cassa delle Ammende e ha dato atto dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    La censura ex n. 5 è inammissibile in presenza di doppia conforme se il ricorrente non indica e dimostra la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito.

  • art. 345 c.p.c.

    Nel giudizio d'appello non sono ammessi nuovi documenti salvo che la parte dimostri di non aver potuto produrli in primo grado per causa ad essa non imputabile.

  • art. 1058 c.c.

    La deroga convenzionale alle distanze legali per la soprelevazione richiede uno specifico contratto.

  • art. 879 c.c.

    L'esonero dalle distanze per edifici a confine con strade pubbliche o gravate da servitù pubblica di passaggio presuppone la prova dell'esistenza della servitù pubblica, che può derivare da convenzione o usucapione.

  • art. 872 c.c.

    È richiamato come base della disciplina delle conseguenze della violazione delle norme sulle distanze.

  • art. 873 c.c.

    È richiamato come norma generale sulle distanze tra costruzioni.

  • art. 112 c.p.c.

    L'ultrapetizione è esclusa quando il giudice si limita agli accertamenti necessari per decidere sulla domanda proposta.

  • art. 115 c.p.c.

    È richiamato nel contesto della dedotta violazione nella valutazione delle prove, ma la Corte ribadisce che non è consentita una rivalutazione del merito in cassazione.

  • art. 116 c.p.c.

    È richiamato nel contesto della dedotta violazione nella valutazione delle prove, ma la Corte ribadisce che non è consentita una rivalutazione del merito in cassazione.

  • art. 31, primo comma lettera d), L. 5 agosto 1978, n. 457

    È evocato per distinguere la semplice ristrutturazione dalla nuova costruzione in presenza di modifiche di sagoma e volumetria.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La decisione è stata resa nel procedimento accelerato per i ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati, con definizione conforme alla proposta.

  • art. 51 c.p.c.

    La partecipazione del consigliere delegato proponente al collegio non integra causa di incompatibilità secondo il precedente delle Sezioni Unite richiamato.

  • art. 52 c.p.c.

    Richiamato in relazione all'assenza di incompatibilità del consigliere delegato proponente.

  • art. 96 c.p.c.

    In caso di definizione del ricorso conforme alla proposta ex art. 380-bis c.p.c., è dovuta la condanna al pagamento di una somma ulteriore in favore della Cassa delle Ammende.

  • art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002

    Va dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato quando il ricorso è proposto dopo il 30 gennaio 2013 ed è definito con rigetto/inammissibilità secondo legge.

  • art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002

    È richiamato come parametro dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • In presenza di doppia conforme, il motivo di ricorso ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se il ricorrente non indica specificamente le diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito.
  • Quando un intervento edilizio comporta spostamento della copertura e aumento della volumetria, esso va qualificato come nuova costruzione o sopraelevazione, con conseguente obbligo di rispettare le distanze legali vigenti.
  • La produzione di nuovi documenti in appello è ammessa solo se la parte dimostra l'impossibilità non imputabile di produrli in primo grado; l'affermazione generica della sopravvenuta disponibilità del documento non basta.
  • La deroga convenzionale alle distanze legali, specie in materia di sopraelevazione, richiede uno specifico titolo negoziale idoneo; in mancanza, restano ferme le distanze previste dalla disciplina legale o regolamentare applicabile.
  • L'esonero dalle distanze per costruzioni a confine con strade pubbliche o assoggettate a servitù pubblica di passaggio richiede la prova rigorosa dell'uso pubblico della strada, non essendo sufficienti meri indici fattuali isolati se non accompagnati da uso generalizzato, utilità pubblica e protrazione nel tempo idonea all'usucapione.
  • Una volta accertata la realizzazione di una nuova costruzione, la disciplina delle distanze si applica indipendentemente dalla tipologia delle aperture realizzate nel manufatto.
  • Non sussiste ultrapetizione se il giudice, nel decidere su una domanda di violazione delle distanze, considera anche le norme urbanistiche locali vigenti al tempo dell'intervento, perché tale accertamento è logicamente necessario e rientra nel principio iura novit curia.

Come è indicizzato

MaterieProprietàCompravendita immobiliareImpugnazioniProve
RamiDiritti realiImmobiliareProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàLitisconsorzio necessario

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