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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37366/2022 del 04/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto di conferma della confisca di alcuni immobili attribuiti a Francesco Imparato e formalmente intestati ai figli. Il ricorrente contestava la configurazione della "pericolosità qualificata" e la correlazione temporale tra gli acquisti dei beni e il periodo della sua pericolosità, sostenendo che i beni fossero stati acquistati con proventi leciti e che la pericolosità sociale fosse cessata nel 2006. Denunciava inoltre vizio di motivazione e mancata considerazione della prova testimonial e documentale presentata dalla difesa (in particolare la testimonianza di Raffaellina Sicignano).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le censure erano generiche e sostanzialmente miravano a rimettere in discussione fatti e valutazioni di merito, che non sono sindacabili in sede di legittimità. Il provvedimento impugnato indicava chiaramente i presupposti di legge della confisca (condanna irrevocabile, acquisti nel periodo di emersione della pericolosità, mancanza di redditi leciti, apparente fittizia intestazione). Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e ad una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende per profili di colpa nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    art. 74 d.P.R. 309 del 1990

    La condanna per il delitto previsto dall'art. 74 è stata utilizzata per accertare la pericolosità sociale irreversibile dell'imputato, elemento costitutivo ai fini dell'adozione della confisca di prevenzione.

  • Principio di ammissibilità del ricorso per cassazione

    La Corte ricorda che il ricorso per cassazione avverso provvedimenti in materia di misure di prevenzione è ammissibile solo per violazione di legge; non è consentito chiedere la riconsiderazione del merito o la nuova valutazione dei fatti e delle prove.

  • Corte EDU, De Tommaso

    La difesa ha invocato i principi affermati dalla Corte EDU nella sentenza De Tommaso, ma la Corte di Cassazione ha ritenuto che le censure proposte fossero generiche e di merito, insufficienti a incidere sulla regolare valutazione nazionale delle prove.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro misure di prevenzione deve indicare specifiche violazioni di legge: contestazioni di fatto o rivalutazioni probatorie sono inammissibili.
  • Per contrastare una confisca di prevenzione è fondamentale produrre prova documentale solida dell'origine lecita dei beni; dichiarazioni non documentate hanno scarso valore.
  • La data di acquisto dei beni rispetto al periodo di emersione della pericolosità è un elemento cruciale: acquisti nel periodo di emersione favoriscono la presunzione di provenienza illecita.
  • La mera dissociazione tra patrimonio e redditi dichiarati è un indizio utile ma deve essere accompagnata da dati e prove concrete per essere superato.
  • Ricorsi formulati in modo generico o manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni per responsabilità processuale (es. somma alla Cassa delle ammende).

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