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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11234/2026 del 25/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la condanna per peculato sostenendo la mancata qualifica di "incaricato di pubblico servizio" (era addetta allo sportello e non alla raccolta del risparmio postale), deduceva l'erronea applicazione dell'aggravante di cui all'art. 61, n.5 cod. pen. rispetto alla reale reazione della persona offesa, e contestava il diniego delle attenuanti generiche e il trattamento sanzionatorio, invocando inoltre la diversa rilevanza della procedibilità per il reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: non risultando che la ricorrente svolgesse attività di raccolta del risparmio postale (libretti o buoni fruttiferi) non può essere qualificata come "incaricato di pubblico servizio" ai fini del reato di peculato. Perciò il fatto è stato riqualificato in appropriazione indebita aggravata (art. 646 cod. pen., con aggravanti degli artt. 61, nn. 5 e 11). La Corte ha inoltre dichiarato che la condizione di procedibilità (querela) è sussistente, dato che la persona offesa ha sporto querela il 26/04/2018, e ha motivato il rigetto delle censure sull'aggravante (art. 61, n.5) e sulle attenuanti generiche, ritenendole infondate o inammissibili. Avendo dichiarato irrevocabile l'affermazione di responsabilità nella nuova qualificazione, ha disposto la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte di appello di Palermo per la determinazione della pena (ossia annullamento parziale della sentenza impugnata nella parte di qualificazione del reato e rinvio per il giudizio sulla pena). La prescrizione, secondo la Corte, maturerà il 18/09/2026.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    Rilevata l'impossibilità di applicare il reato di peculato in assenza della qualifica di incaricato di pubblico servizio; quindi la Corte ha escluso la sussistenza del peculato nella fattispecie concreta

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    Il fatto è stato riqualificato come appropriazione indebita aggravata, poiché la dipendente si è appropriata in modo fraudolento di somme con abuso delle funzioni svolte

  • art. 61 cod. pen., nn. 5 e 11 (circostanze aggravanti)

    Le aggravanti (tra cui la vulnerabilità della persona offesa) sono state ritenute applicabili: l'art. 61, n.5 è stato valutato concretamente dalla Corte come presente, mentre la contestazione difensiva è stata respinta

  • d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36 (art. 10 e art. 12) - procedimento per delitti procedibili a querela

    La Corte ha richiamato la disciplina sulla procedibilità per i reati divenuti procedibili a querela, ritenendo nel caso concreto esperita la querela il 26/04/2018 e dunque sussistente la condizione di procedibilità

  • D.P.R. 14 marzo 2001, n. 144, art. 2, comma 1, lett. b) (raccolta del risparmio postale)

    Il regolamento distingue l'attività di raccolta del risparmio postale (connotata da rilevanza pubblicistica) dalle ordinarie attività di sportello/bancoposta; la qualifica di incaricato di pubblico servizio è stata riconosciuta dalla giurisprudenza solo per la raccolta del risparmio postale

  • Sentenza Sezioni Unite n. 34036 del 29/05/2025 (Prete)

    "l'operatore di Poste italiane s.p.a. addetto alla vendita e gestione dei prodotti derivanti dalla raccolta del risparmio postale... riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio"

    Le Sezioni Unite hanno affermato che l'addetto alla raccolta del risparmio postale riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio; la Corte ha applicato questo principio distinguendo però la raccolta del risparmio dalle ordinarie operazioni di sportello

  • Sentenza Sezioni Unite n. 20989 del 12/12/2024 (PG c/Polichetti) e norme sulla sospensione della prescrizione (art. 159 cod. pen., legge 23/6/2017 n.103)

    Richiamata per i criteri di applicazione della disciplina sulla sospensione della prescrizione ai reati commessi nel periodo rilevante; la Corte ha indicato la data di maturazione della prescrizione tenendo conto di tali principi

Massime di principio

  • Il reato di peculato richiede, come presupposto soggettivo, la qualifica di "incaricato di pubblico servizio": non tutte le attività svolte dagli operatori di Poste Italiane integrano tale qualifica; occorre distinguere concretamente tra raccolta del risparmio postale (pubblicistica) e normali operazioni di sportello/bancoposta (privatistiche).
  • Se l'operatore si appropria di somme non avendo la qualifica pubblicistica richiesta per il peculato, la condotta può essere riqualificata in appropriazione indebita (art. 646 c.p.), specialmente se vi è abuso delle funzioni e condotta fraudolenta. La qualificazione dipende dai compiti effettivamente svolti e dalla strumentazione giuridica dei prodotti (es. libretti o buoni postali vs conto corrente).
  • La presenza dell'aggravante per vulnerabilità della persona offesa (art. 61, n.5) va valutata concretamente: l'età avanzata non è automaticamente dirimente, ma la combinazione di età, capacità di reazione e modalità dell'illecito può giustificare l'aggravante.
  • Le modifiche legislative sulla procedibilità (d.lgs. n.36/2018) e le relative disposizioni transitorie sono cruciali per determinare se un reato sia procedibile d'ufficio o a querela; è fondamentale verificare la data della querela e le norme transitorie applicabili al fatto commesso.
  • Precedenti penali rilevanti possono escludere o ridurre il riconoscimento delle attenuanti generiche: la Corte valuta la personalità e la condotta pregressa dell'imputato nel bilanciamento sanzionatorio.

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