Sentenza n. 2158/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento - dell'ordinanza di demolizione n. 22 del 09.03.2025, notificata il 19.06.2025, del Comune di Arzano;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione relativa all’ampliamento di uno sbalzo del solaio e a una tettoia realizzata sul terrazzo pertinenziale
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha dedotto che l’ampliamento dello sbalzo del solaio, di circa 9 mq, e la pensilina con struttura in ferro e copertura destinata anche ad alloggiamento di pannelli fotovoltaici fossero stati autorizzati, rispettivamente, mediante concessione in sanatoria e CIL. In subordine, ha sostenuto che le opere costituissero, al più, difformità parziali rispetto a quanto autorizzato e non interventi integralmente abusivi o nuove costruzioni soggetti alla sanzione demolitoria prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l’ordinanza di demolizione. Dalla documentazione acquisita è emerso che lo sbalzo del solaio, nella consistenza attuale, non era integralmente ricompreso nella sanatoria, poiché il balcone era stato successivamente ampliato inglobando lo sbalzo e spostando in avanti la ringhiera. Anche la pensilina risultava diversa da quella rappresentata nella pratica edilizia, per materiali, copertura ed estensione. Tuttavia, tali variazioni non sono state ritenute essenziali rispetto all’intervento autorizzato e non sono state qualificate come nuove costruzioni. Il Collegio ha distinto la difformità totale, caratterizzata dalla realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, architettoniche, planovolumetriche, funzionali o per la costituzione di volumi nuovi e autonomi, dalla difformità parziale, riferibile a modifiche di elementi particolari e non essenziali dell’opera. Poiché le opere contestate integravano difformità parziali, non potevano essere sussunte nell’art. 31 d.P.R. 380/2001 né assoggettate alla demolizione prevista da tale disposizione. Il Comune dovrà eventualmente riesercitare il potere repressivo secondo la corretta qualificazione giuridica delle opere. Le spese sono state compensate, considerata la comunque accertata realizzazione di attività edilizia non autorizzata.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
L'articolo 31, comma 1, del d.P.R. n. 380 del 2001 prevede anche una figura di mancanza sostanziale del permesso, che si verifica quando vi è difformità totale dell'opera rispetto a quanto previsto nel titolo, pur sussistente.
La sanzione demolitoria prevista per l’assenza sostanziale del permesso riguarda la difformità totale, non le modifiche parziali che incidono su elementi non essenziali dell’opera autorizzata.
Massime di principio
- La difformità totale rispetto al titolo edilizio ricorre quando l’opera realizza un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, architettoniche, edilizie, planovolumetriche o funzionali, oppure determina la costituzione di volumi nuovi e autonomi.
- La difformità parziale ricorre quando l’intervento è riconducibile a quello autorizzato, ma viene realizzato con modalità diverse incidenti su elementi particolari e non essenziali, mediante divergenze qualitative o quantitative che non alterano le strutture essenziali dell’opera.
- L’annullamento dell’ordinanza di demolizione adottata ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 è doveroso quando l’abuso accertato costituisce una difformità parziale e non una difformità totale o una nuova costruzione; l’amministrazione conserva il potere di riesercitare il potere repressivo applicando la corretta disciplina sanzionatoria.
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