Sentenza n. 85/2026 - Palermo, Sezione 3
per l’annullamento del provvedimento di diniego dell’istanza di condono edilizio n.60, prot. n.76197, del 14 dicembre 2023 L.r. 7/2019 – Pratica di condono 24/NCE, notificato ai ricorrenti il 15 dicembre 2023, con il quale il Comune di Bagheria, Area Metropolitana di Palermo Direzione V, Lavori Pubblici ed Urbanistica, in persona del Responsabile del Progetto Obiettivo Direzione V, ha disposto il Diniego della “istanza di Condono Edilizio. Presentata in data 05/12/1994 prot n.40178 dalla Sig.ra Lo Galbo Cristina nata a Bagheria il 16/06/1956 e vivi residente in via Claudio Monteverdi n.17, relativa al mantenimento di un capannone ad una elevazione fuori terra adibito ad ovile, sito a Bagheria in via Stancampiano, catastalmente identificato al Foglio 10 part.lla 2113 nel N.C.E.U., realizzato in assenza di concessione edilizia, destinato a ovile”; nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguenziale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di istanza di condono edilizio relativa a un capannone adibito a ovile
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il diniego comunale dell’istanza di condono edilizio presentata nel 1994 per un capannone a una elevazione fuori terra, realizzato in assenza di concessione edilizia e destinato a ovile. Hanno dedotto esclusivamente profili di eccesso di potere per travisamento del fatto, sostenendo, da un lato, che l’immobile oggetto del diniego fosse diverso da quello indicato negli atti comunali, anche a causa dell’errata indicazione della particella nel preavviso di diniego, e, dall’altro, che la struttura fosse ultimata entro il 31 dicembre 1993. Il Comune aveva motivato il diniego rilevando la mancata ultimazione dell’opera entro tale data e, inoltre, la presenza di un vincolo di inedificabilità assoluta per la vicinanza a un corso d’acqua.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo che la controversia potesse essere decisa sulla base dell’accertamento dei fatti. Ha escluso che l’errata indicazione della particella nel preavviso di diniego avesse determinato un travisamento rilevante, poiché il provvedimento definitivo, unico produttivo di effetti lesivi, non conteneva tale errore e riguardava effettivamente l’immobile oggetto dell’istanza presentata dai ricorrenti. La verificazione e il verbale di polizia giudiziaria del 29 luglio 1994 hanno confermato che l’amministrazione aveva esaminato proprio il capannone adibito a ovile indicato nell’istanza. Il verbale, avente valore di piena prova fino a querela di falso, descriveva l’immobile come caratterizzato da parziale tompagnamento e da una copertura a falde inclinate della quale erano state posizionate soltanto le traverse in ferro. Tali elementi, rilevati nel luglio 1994, dimostrano la mancata ultimazione dell’opera al 31 dicembre 1993, termine rilevante per beneficiare della sanatoria edilizia prevista dalla l. n. 724/1994. Il TAR ha quindi ritenuto legittimo il diniego senza necessità di fondare la decisione sul distinto profilo del vincolo di inedificabilità assoluta. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
l. 724/1994
entro il 31 dicembre 1993
La sanatoria edilizia prevista dalla legge richiede che l’opera sia stata ultimata entro il termine indicato; la presenza, nel luglio 1994, di una struttura con parziale tamponatura e copertura incompleta esclude l’ultimazione entro il 31 dicembre 1993.
l. 37/1994
Il Comune aveva richiamato il vincolo di inedificabilità assoluta derivante dalla vicinanza a un corso d’acqua; il TAR non ha fondato su tale profilo la decisione, ritenendo dirimente la mancata ultimazione dell’opera nel termine utile per il condono.
Massime di principio
- Nel giudizio contro un diniego di condono edilizio, la contestazione dell’errata indicazione catastale nel preavviso di diniego non determina l’illegittimità dell’atto quando il provvedimento definitivo individua correttamente l’immobile e risulta, sulla base degli atti istruttori, che l’amministrazione abbia esaminato proprio il manufatto oggetto dell’istanza.
- La mancata ultimazione dell’opera entro il termine previsto dalla disciplina del condono può essere desunta dalle caratteristiche costruttive accertate in epoca successiva, quando esse evidenzino che alla data limite mancavano elementi essenziali dell’edificio, come una parte significativa della tamponatura o della copertura.
- Un verbale di polizia giudiziaria avente natura di atto pubblico fa piena prova dei fatti attestati fino a querela di falso e può costituire elemento decisivo per accertare lo stato dei luoghi rilevante ai fini della sanatoria edilizia.
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