Sentenza n. 1359/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione, comunicazione di immissione in possesso e atti relativi alla variante migliorativa dell'intervento PNRR di sistemazione della viabilità
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni esproprianti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il decreto con cui la Struttura di Missione ZES ha disposto, ai sensi dell'art. 22-bis del d.P.R. n. 327/2001, l'occupazione d'urgenza delle loro aree per la realizzazione di un intervento PNRR volto a migliorare l'accessibilità all'area ZES di Salerno dal porto e dall'aeroporto. Hanno dedotto: 1) violazione degli artt. 11 e 16 del d.P.R. n. 327/2001 e degli artt. 7 e seguenti della l. n. 241/1990, per omessa o inadeguata partecipazione al procedimento; 2) violazione dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e contemperamento tra interesse pubblico e privato, nonché difetto di istruttoria e mancata considerazione di soluzioni alternative; 3) violazione dell'art. 8, comma 8, del d.m. n. 49/2018, sul presupposto che la variante proposta dall'esecutore avrebbe alterato sostanzialmente il progetto approvato; 4) violazione degli artt. 9, 10 e 19 del d.P.R. n. 327/2001 e dell'art. 38 del d.lgs. n. 36/2023, per asserita non conformità urbanistica dell'opera rispetto alla destinazione IP2 dell'area, destinata ad attività industriali, artigianali e di servizio. Le amministrazioni hanno eccepito l'avvenuta comunicazione dell'avvio del procedimento, la natura tecnico-discrezionale della scelta localizzativa, l'assenza di prova circa alternative praticabili, il limitato coinvolgimento delle aree private e la legittimità della variante migliorativa e della procedura semplificata PNRR.
La decisione
Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha escluso la violazione delle garanzie partecipative, rilevando che i proprietari erano stati informati dell'avvio del procedimento di approvazione della variante e del coinvolgimento delle loro aree. Ha ritenuto non fondata la censura sulla proporzionalità e sul bilanciamento degli interessi, affermando che la localizzazione dell'opera pubblica costituisce espressione di valutazione tecnico-discrezionale dell'amministrazione, sindacabile solo per manifesta illogicità o irragionevolezza, non riscontrate nel caso concreto; inoltre, le soluzioni alternative erano state prospettate in modo generico e non ne era stata provata la concreta percorribilità. Ha escluso anche la violazione dell'art. 8, comma 8, del d.m. n. 49/2018, poiché dagli atti risultava che la modifica costituiva una rimodulazione migliorativa di un segmento già programmato, funzionale all'ottimizzazione del collegamento viario, senza riduzione delle prestazioni qualitative o quantitative né alterazione sostanziale dell'impostazione progettuale. Infine, ha ritenuto superata la censura di non conformità urbanistica, poiché l'intervento era stato approvato mediante il procedimento semplificato PNRR, sostitutivo di ogni altro atto di assenso, autorizzazione o variante urbanistica. Spese di lite integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
artt. 7 e seguenti l. n. 241/1990
Le garanzie partecipative risultano rispettate quando il proprietario interessato è stato informato dell'avvio del procedimento di approvazione della variante e del coinvolgimento dell'area di sua proprietà.
artt. 11 e 16 d.P.R. n. 327/2001
Le disposizioni sul procedimento espropriativo e sulla partecipazione non risultano violate se l'amministrazione ha previamente comunicato agli interessati l'avvio del procedimento relativo alla variante incidente sui loro beni.
art. 22-bis d.P.R. n. 327/2001
Costituisce la base normativa del decreto di occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione, la cui legittimità è stata confermata.
art. 8, comma 8, d.m. n. 49/2018
È legittima la variante migliorativa in corso d'opera diretta al miglioramento funzionale dell'intervento, purché non riduca le prestazioni qualitative o quantitative e non alteri sostanzialmente l'impostazione del progetto approvato.
artt. 9, 10 e 19 d.P.R. n. 327/2001
Le censure relative alla conformità urbanistica dell'intervento sono state ritenute superate dall'approvazione mediante procedimento semplificato PNRR.
art. 38 d.lgs. n. 36/2023
È richiamato in relazione alla conformità urbanistica e all'approvazione dell'intervento, ma la decisione fonda il rigetto principalmente sull'effetto sostitutivo del procedimento semplificato PNRR.
Massime di principio
- La scelta localizzativa di un'opera pubblica costituisce espressione di discrezionalità tecnica e amministrativa ed è sindacabile dal giudice amministrativo solo in presenza di manifesta illogicità, irragionevolezza, travisamento dei fatti o errore macroscopico; la mera prospettazione di soluzioni alternative, non accompagnata dalla prova della loro concreta percorribilità, non è sufficiente a dimostrare l'illegittimità della localizzazione.
- Le garanzie partecipative nel procedimento espropriativo e nella modifica progettuale sono rispettate quando i proprietari interessati siano stati previamente informati dell'avvio del procedimento e del coinvolgimento delle loro aree, anche se l'amministrazione non recepisce le osservazioni presentate.
- Una variante in corso d'opera proposta dall'esecutore è qualificabile come variante migliorativa quando persegua il miglioramento funzionale dell'intervento, non riduca le prestazioni qualitative o quantitative e non alteri sostanzialmente l'impostazione del progetto approvato.
- L'approvazione di un intervento mediante il procedimento semplificato previsto per le opere PNRR può sostituire gli altri atti di assenso, autorizzazioni e varianti urbanistiche richiesti per la realizzazione dell'opera, escludendo la censura di non conformità urbanistica fondata sulla sola destinazione originaria dell'area.
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