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Cassazione Civile, Ordinanza n. 40429/2021 del 16/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (erede)

La controversia

La controversia nasce da una domanda di accertamento della proprietà di una pluralità di beni mobili inventariati e rinvenuti in un immobile di Firenze, già nella disponibilità di una donna defunta con la quale conviveva il padre adottivo dell'odierno resistente. Quest'ultimo sosteneva che quei beni appartenessero al padre adottivo, deceduto anni prima, e quindi a lui in qualità di erede universale per testamento olografo. Il Tribunale aveva accolto in parte la domanda e la Corte d'appello, in parziale riforma, aveva riconosciuto la proprietà di ulteriori lotti al resistente, ordinandone la consegna. Le soccombenti principali hanno proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione dell'art. 345 c.p.c., assumendo che la Corte d'appello avesse introdotto una domanda nuova accogliendo l'appello incidentale sul riconoscimento della proprietà di specifici lotti; 2) violazione dell'art. 2729 c.c. e degli artt. 112, 115, 116 e 621 c.p.c., oltre all'omesso esame di fatti decisivi, sostenendo che la prova della titolarità dei beni e il quadro indiziario fossero stati mal valutati; 3) violazione degli artt. 91 c.p.c. e 24 Cost. in relazione alla condanna parziale alle spese di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo, osservando che la domanda del resistente era stata fin dall'origine formulata in termini generali, volta ad accertare la proprietà di tutti i beni mobili controversi che risultassero di sua spettanza, e che quindi non vi era stata alcuna introduzione di una domanda nuova in appello. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo perché diretto, in realtà, a sollecitare una rivalutazione del materiale probatorio e del prudente apprezzamento delle prove svolto dalla Corte territoriale, attività non consentita in sede di legittimità; ha inoltre richiamato il principio secondo cui la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. è deducibile solo quando il giudice abbia posto a fondamento prove non dedotte o disatteso prove legali, non quando si contesti il merito della valutazione. Ha infine ritenuto infondato il terzo motivo, reputando legittima la regolazione delle spese in ragione della prevalente soccombenza delle appellanti principali. Il ricorso è stato quindi integralmente rigettato, con condanna solidale delle ricorrenti alle spese del giudizio di legittimità e con l'ulteriore importo per il contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 345 c.p.c.

    L'appello incidentale non introduce domanda nuova quando si limita a ribadire, in termini già formulati in primo grado, la richiesta di accertamento della proprietà su tutti i beni controversi che risultino spettare alla parte.

  • art. 2729 c.c.

    La doglianza sulla prova presuntiva non può tradursi in richiesta di nuova valutazione del compendio istruttorio compiuta dal giudice di merito.

  • art. 112 c.p.c.

    Non vi è violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato se il giudice riconosce la proprietà di beni ricompresi nella domanda generale proposta sin dall'origine.

  • art. 115 c.p.c.

    La censura di violazione è ammissibile solo se il giudice fonda la decisione su prove non dedotte o acquisite fuori dai limiti legali, non se si contesta la valutazione delle prove.

  • art. 116 c.p.c.

    La violazione è configurabile solo quando il giudice attribuisca efficacia di prova legale a elementi che non la possiedono o disattenda prove legali; non quando valuti liberamente le prove secondo prudente apprezzamento.

  • art. 621 c.p.c.

    Richiamato dalla parte ricorrente in relazione alla prova dei beni mobili oggetto di rivendicazione.

  • art. 91 c.p.c.

    La condanna alle spese segue la soccombenza e può essere posta, in presenza di soccombenza prevalente, anche solo in parte a carico della parte perdente.

  • art. 92 c.p.c.

    La regolazione delle spese può essere effettuata in modo non paritario quando vi sia una soccombenza solo parziale ma prevalente di una parte.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno della doglianza sulle spese, senza che la Corte ne ricavi un diverso criterio di regolazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto del ricorso sussiste l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato quale parametro per determinare l'importo aggiuntivo dovuto in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In tema di rivendicazione o accertamento della proprietà di beni mobili, una domanda formulata in termini generali, diretta a ottenere il riconoscimento di tutti i beni che risultino appartenere all'attore, consente al giudice di pronunciare su specifici beni individuati nel corso del giudizio senza incorrere in ultrapetizione o inammissibile domanda nuova.
  • Nel giudizio di cassazione non è consentito censurare la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito sotto il profilo della violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., salvo che si alleghi l'utilizzo di prove non dedotte, l'inosservanza di prove legali o l'attribuzione di efficacia probatoria legale a elementi che ne sono privi.
  • La deduzione di omesso esame o di violazione dei criteri presuntivi non può essere utilizzata per ottenere una nuova ricostruzione del fatto: il sindacato di legittimità non si estende alla rivalutazione del compendio istruttorio quando la motivazione del giudice di merito sia coerente e specifica.
  • La regolazione delle spese di lite è legittima se sorretta dalla soccombenza, anche solo prevalente, della parte onerata; non è necessario che la soccombenza sia totale o paritaria per giustificare la condanna, anche parziale, alle spese.
  • Il rigetto del ricorso comporta, oltre alle spese del giudizio di legittimità, l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge processuale tributaria se dovuto.

Come è indicizzato

MateriePossessoProveImpugnazioniSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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