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Sentenza

Sentenza n. 6261/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia n. 02387/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202403939

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanze comunali di acquisizione al patrimonio comunale di manufatti abusivi e delle relative aree di sedime, conseguenti all'inottemperanza a precedenti ordinanze di demolizione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario ha impugnato in appello la sentenza del TAR Lombardia che aveva respinto il ricorso contro tre ordinanze comunali del 19 settembre 2017, con cui erano stati acquisiti al patrimonio comunale manufatti abusivi e relative aree di sedime. Con il primo motivo ha sostenuto di essere estraneo alla realizzazione degli abusi, di non esserne stato a conoscenza e, per uno degli interventi, di essere divenuto proprietario solo dopo la realizzazione delle opere; ha inoltre contestato di aver ricevuto le ordinanze di demolizione. Con il secondo motivo ha dedotto la lesione del legittimo affidamento derivante dal lungo tempo trascorso dalla realizzazione degli abusi e ha prospettato la sproporzione della perdita della proprietà, anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di diritto all'abitazione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto al primo motivo, ha ritenuto provata la notificazione delle ordinanze di demolizione, richiamate nelle successive ordinanze di acquisizione. La contestazione dell'appellante non era assistita da prova contraria e le attestazioni contenute negli atti pubblici, ove ritenute ideologicamente false, avrebbero dovuto essere contestate mediante querela di falso. Il Collegio ha applicato i principi dell'Adunanza Plenaria n. 16 del 2023: l'acquisizione gratuita consegue ipso iure all'inottemperanza dell'ordine di demolizione nei confronti di tutti i destinatari dell'ordine; l'estraneità alla realizzazione dell'abuso non esonera il proprietario destinatario dall'obbligo di attivarsi per la rimozione delle opere. Il proprietario avrebbe dovuto intraprendere, ove necessario, iniziative giudiziarie per ottenere lo sgombero dei manufatti, nonché chiedere al Comune la proroga o la sospensione del termine per demolire. Non avendo dimostrato alcuna iniziativa diretta alla rimozione né una situazione di oggettiva impossibilità, l'omessa demolizione gli era imputabile. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha ribadito il principio dell'Adunanza Plenaria n. 9 del 2017 secondo cui l'ordine di demolizione di opere originariamente abusive è atto dovuto e non richiede una specifica motivazione sull'interesse pubblico, poiché la situazione abusiva non è idonea a generare un affidamento tutelabile. La censura relativa alla sproporzione della perdita della proprietà e ai precedenti della Corte EDU è stata ritenuta in parte inammissibile perché proposta per la prima volta in appello e comunque non pertinente, non avendo l'appellante allegato di abitare stabilmente nei manufatti. L'appellante è stato condannato alle spese del grado, liquidate in 4.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La disciplina dell'acquisizione gratuita dei manufatti abusivi e dell'area di sedime opera quale conseguenza dell'inottemperanza all'ordine di demolizione; l'amministrazione può eccezionalmente utilizzare il bene acquisito nei casi previsti dalla norma.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato mediante collegamento da remoto.

  • art. 13-quater disp. att. c.p.a.

    Richiamato insieme all'art. 87, comma 4-bis, c.p.a. per la celebrazione della camera di consiglio in videoconferenza.

  • art. 17, comma 7, d.l. 9 giugno 2021, n. 80, convertito dalla l. 6 agosto 2021, n. 113

    Richiamato quale disposizione che ha introdotto le norme processuali relative alla trattazione da remoto.

Massime di principio

  • Il proprietario non responsabile della realizzazione di un abuso edilizio, quando sia destinatario dell'ordine di demolizione, è comunque tenuto ad attivarsi per assicurare la rimozione delle opere abusive entro il termine assegnato.
  • L'estraneità del proprietario alla realizzazione dell'abuso non impedisce l'acquisizione gratuita del bene e dell'area di sedime quando il proprietario, ricevuto l'ordine di demolizione, non dimostri di essersi attivato per eseguirlo o per superare gli ostacoli materiali e giuridici alla sua esecuzione.
  • La presenza di terzi nei manufatti abusivi non costituisce automaticamente causa di non imputabilità dell'inottemperanza: il proprietario deve, ove necessario, promuovere le iniziative giudiziarie per ottenere lo sgombero e chiedere all'amministrazione la proroga o la sospensione del termine di demolizione.
  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale consegue di diritto alla scadenza infruttuosa del termine fissato nell'ordine di demolizione nei confronti di tutti i destinatari dell'ordine, salvo che sia provata una causa di non imputabilità dell'omessa ottemperanza.
  • L'ordine di demolizione di opere originariamente abusive è un atto dovuto e non richiede una specifica motivazione sull'interesse pubblico concreto e attuale al ripristino, poiché il decorso del tempo non rende tutelabile l'affidamento fondato sulla permanenza di una situazione illecita.
  • In appello è inammissibile la censura fondata su un argomento nuovo, non dedotto in primo grado, quando introduca una distinta questione di legittimità dell'acquisizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEfficacia ed esecuzione del provvedimentoAppello
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoEfficacia ed esecutorietàOnere della prova e principio dispositivoLegittimazione e interesse a ricorrere

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