Cassazione Penale, Sentenza n. 45337/2023 del 10/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della condanna per essere rimasto in Italia in violazione dell'ordine di allontanamento (art. 14, comma 5-ter d.lgs. 286/1998). L'imputato deduceva: (1) impossibilità materiale di ottemperare per le restrizioni agli spostamenti imposte dalla pandemia da Covid-19; (2) difficoltà economiche tali da integrare la causa di giustificazione prevista dall'art. 14, comma 5-quater d.lgs. 286/1998; (3) censura sulla determinazione della pena e mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inesistente la prova di un impedimento oggettivo che rendesse impossibile lasciare il territorio nazionale: le misure anti-Covid, essendo generali e non documentate come specificamente impeditive per il ricorrente, non legittimano la permanenza. Anche il disagio socio-economico è stato ritenuto insufficiente a costituire "giustificato motivo". Sul punto della pena, la Corte ha dichiarato inammissibile la censura sulle attenuanti generiche perché non sollevata in primo grado; ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione del giudice di merito in ordine alla dosimetria. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - art. 14, comma 5-ter
Configura responsabilità per lo straniero che si trattiene nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine di allontanamento; la norma è applicata poiché non è stata provata una causa impeditiva che escluda la responsabilità.
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - art. 14, comma 5-quater
Prevede la possibilità di giustificazione se sussiste un "giustificato motivo" per la permanenza: la Corte richiede che tale motivo sia oggettivo, concreto e provato dall'interessato; mero disagio economico non è sufficiente.
T.U. immigrazione - art. 4, comma 4
Richiamato nel contesto dell'ordine del Questore: la violazione delle prescrizioni di allontanamento è sanzionata salvo prova dell'impedimento.
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - art. 14-ter
Il termine di cinque giorni per allontanarsi è implicato nella normativa richiamata; la giurisprudenza collega la sussistenza del giustificato motivo alla impossibilità oggettiva di ottemperare entro tale termine.
codice penale - art. 133
Norma richiamata dal giudice di merito nella valutazione della pena (circostanze generali e personalità dell'imputato) e ritenuta adeguatamente motivata dalla Corte.
disp. att. cod. proc. pen. - art. 173
Richiamata come limite alla esposizione dei motivi in cassazione: la Corte ha sintetizzato i motivi entro i limiti dell'art. 173 per la motivazione.
Massime di principio
- L'onere della prova circa l'esistenza di un impedimento oggettivo che giustifichi la permanenza in Italia grava sullo straniero che lo invoca.
- Restrizioni generalizzate agli spostamenti (es. misure anti-Covid) non costituiscono di per sé prova di impossibilità materiale a lasciare il Paese; occorre documentare specificamente come tali misure abbiano impedito il singolo.
- Il disagio socio-economico, tipico della condizione del migrante irregolare, non equivale automaticamente a "giustificato motivo" previsto dall'art. 14, comma 5-quater d.lgs. 286/1998.
- Censure sulle attenuanti generiche o sulla dosimetria della pena devono essere sollevate in sede di merito; introdurle per la prima volta in cassazione è, di regola, inammissibile.
- La tempestività e la datazione degli atti (es. notifica del provvedimento di espulsione) sono rilevanti: provvedimenti anteriori a misure restrittive generali rendono meno credibile l'affermazione di impossibilità a ottemperare per il singolo.
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