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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39983/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che confermava le condanne per rapina aggravata. Le censure principali sono: notifica tardiva dell'udienza d'appello e nullità connessa al mancato rispetto del termine a comparire; errata qualificazione giuridica del fatto (contestazione se la condotta violenta sia da ritenersi immediata rispetto all'appropriazione o se si tratti di tentativo); difetto di motivazione circa la responsabilità individuale del primo imputato, rimproverata per mera presenza; mancata o insufficiente motivazione sulla esclusione o concessione delle attenuanti generiche; applicazione e motivazione della recidiva (semplice o specifica) e conseguenze sulla determinazione della pena e sugli effetti commissurativi quali divieto di prevalenza delle attenuanti, limiti nei casi di concorso formale/reato continuato e divieto di patteggiamento allargato. Il secondo ricorrente deduce inoltre la necessità di motivare l'incidenza della recidiva alla luce di elementi di riabilitazione e del percorso terapeutico.

La decisione

Per il primo ricorrente (XXXXXXXXXXXXXXXXX nato 07/07/1989) la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per vari motivi: tardività dell'eccezione relativa alla notifica d'appello; difetto di devoluzione di questioni non sollevate adeguatamente in appello; motivazione ritenuta sufficiente della Corte territoriale su responsabilità e recidiva. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende. Per il secondo ricorrente (XXXXXXXXXXXXXXXXXX nato 12/07/1983) la Cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo alla motivazione sulla recidiva specifica: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione della recidiva e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Bari per nuovo giudizio esclusivamente sul punto. L'affermazione di responsabilità resta irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 601 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine a comparire per l'imputato in appello; il mancato rispetto può determinare nullità relativa dell'intervento dell'imputato, suscettibile di eccezione nei termini previsti dall'art. 180 c.p.p.

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Indica i termini entro i quali devono essere rilevate o eccepite le nullità relative connesse all'intervento dell'imputato; se non tempestivamente dedotte, le nullità possono essere inammissibili.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Regole sulla motivazione della sentenza di appello e sui limiti della devoluzione; questioni non devolute al giudice di appello o non dedotte tempestivamente non possono essere sollevate in cassazione.

  • art. 178, 179, 420-ter, 691 cod. proc. pen.

    Norme procedurali richiamate in rapporto alla questione di nullità e rimedi processuali; la Corte ha ritenuto irrilevanti o tardive le eccezioni fondate su tali norme ove non proposte nei termini.

  • art. 624 e art. 628 cod. pen.

    Norme sostanziali sulla rapina e sue aggravanti; la qualificazione e la configurazione della condotta violenta rispetto all'appropriazione sono temi sostanziali che la Corte d'appello ha già valutato nella motivazione.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Principio secondo cui il giudice deve motivare la decisione sulla responsabilità; la Corte d'appello ha ritenuto di aver assolto tale onere con motivazione specifica sulle pagine indicate.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina le recidive; richiede specifica motivazione quando il giudice afferma o esclude la recidiva facoltativa, tenendo conto della prosecuzione del processo delinquenziale.

  • art. 69 e art. 99 cod. pen.

    Riguardano la valutazione delle circostanze attenuanti e la determinazione della pena; l'applicazione della recidiva influisce sul sindacato delle attenuanti e sulla misura della pena.

  • art. 81 e art. 444 cod. proc. pen.

    Art. 81 comma ultimo e art. 444, comma 1-bis, coinvolti nel ragionamento sulle conseguenze della recidiva in tema di aumento minimo in caso di concorso e sul divieto di estensione del patteggiamento; segnalato in motivi ma non ritenuto decisivo dalla Corte.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 42125 del 27/06/2024

    La giurisprudenza di legittimità richiede che il mancato rispetto del termine a comparire in appello sia eccepito nei termini previsti; ha formato il criterio per dichiarare la tardività dell'eccezione.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 185 del 2015

    Richiamata in relazione agli effetti della recidiva e al principio di proporzionalità; citata dai ricorrenti ma la Corte di Cassazione non ha ritenuto il richiamo decisivo per cassare la decisione sul punto, eccetto per il secondo ricorrente dove la motivazione è stata ritenuta carente.

Massime di principio

  • Le eccezioni sulla nullità derivante dalla mancata notifica o dal mancato rispetto del termine a comparire in appello devono essere sollevate tempestivamente, altrimenti risultano inammissibili in Cassazione ai sensi dell'art. 180 c.p.p.
  • In Cassazione non possono essere proposte questioni che non siano state devolute al giudice di appello o che non siano state formulate con sufficiente specificità nell'atto di impugnazione in appello.
  • La Corte d'appello deve motivare con criterio specifico l'applicazione della recidiva: la valutazione della recidiva facoltativa richiede che il giudice dia conto se la condotta del ricorrente costituisca una significativa prosecuzione di un precedente processo delinquenziale.
  • La mera presenza dell'imputato sul luogo non è di per sé sufficiente a fondare la responsabilità; il giudice deve fornire motivazione individuale per ciascun imputato sulla partecipazione e sul ruolo nel reato.
  • Se il primo grado ha già riconosciuto attenuanti generiche in regime di prevalenza, la loro valutazione e l'incidenza rispetto alla recidiva devono essere oggetto di specifica considerazione motivata in appello.
  • Se la motivazione relativa alla recidiva è carente, la Cassazione può annullare limitatamente a quel profilo e disporre il rinvio per nuovo giudizio su quel punto, confermando al contempo le restanti statuizioni di responsabilità quando adeguatamente motivate.

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