Cassazione Penale, Sentenza n. 18246/2025 del 14/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, aveva chiesto l'autorizzazione a recarsi fuori dal comune per un colloquio con il figlio detenuto presso la Casa Circondariale di Caltanissetta. Avverso il diniego del Tribunale ha proposto ricorso deducendo violazione dell'art. 12 d.lvo 6 settembre 2011 n.159 (ricevendo nel ricorso riferimento al comma 5) per presunta carenza motivazionale e per violazione del diritto del detenuto al mantenimento di relazioni familiari e sociali.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per questioni già esaminate e manifestamente infondato. La Corte ha richiamato l'interpretazione rigorosa dell'art. 12 del d.lvo 159/2011 (autorizzazioni solo per "gravi e comprovati motivi" di salute o di famiglia con carattere di necessità e urgenza, e limiti temporali), condividendo il Tribunale che aveva negato l'autorizzazione valorizzando la pericolosità sociale del Liardo (qualificata dal vincolo associativo) e l'assoluta genericità della richiesta, priva di prove dell'indifferibilità/urgenza. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la Corte ha altresì richiamato la giurisprudenza di legittimità e la sentenza della Corte Costituzionale n.186/2000 sul punto.
Norme richiamate
D.Lvo 6 settembre 2011, n. 159 - art. 12, comma 1
"quando ricorrono gravi e comprovati motivi di salute, le persone sottoposte all'obbligo di soggiorno possono essere autorizzate a recarsi in un luogo determinato fuori del comune di residenza o di dimora abituale, ai fini degli accertamenti sanitari e delle cure indispensabili, allontanandosi per un periodo non superiore ai dieci giorni, oltre al tempo necessario per il viaggio. L'autorizzazione può essere concessa, nel medesimo limite temporale, anche quando ricorrono gravi e comprovati motivi di famiglia che rendano assolutamente necessario ed urgente l'allontanamento dal luogo di soggiorno coatto..."
La norma è interpretata in senso rigoroso/stricto iure: l'autorizzazione fuori dal comune è eccezionale e subordinata a "gravi e comprovati" motivi di salute o a motivi familiari che siano assolutamente necessari e urgenti; limiti temporali (max 10 giorni per motivi di salute) e interesse di tutela della sicurezza pubblica prevalgono sulla generalità delle esigenze familiari.
Art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna per il ricorrente alle spese del procedimento e, nei casi di inammissibilità o manifestamente infondato, la possibilità di irrogare una somma a favore della Cassa delle ammende; utilizzato per imporre la sanzione di euro 3.000,00.
Giurisprudenza di legittimità (segnalazioni richiamate nella sentenza: Sez.6, n.17852 del 27/05/2020; Sez.2, n.238825 del 28/04/2017; Sez.6, n.15163 del 20/03/2014)
Confermano la lettura rigorosa dell'art.12: solo le esigenze "gravi e comprovate" e di carattere urgente possono giustificare deroghe all'obbligo di soggiorno; richieste generiche o non provate devono essere respinte.
Corte Costituzionale, sent. n.186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione al principio secondo cui la condanna per atti processuali manifestamente infondati può essere disposta se non sussiste assenza di colpa nella proposizione del ricorso; giustifica l'applicazione della sanzione economica.
Massime di principio
- La disposizione che autorizza lo spostamento di soggetti sottoposti a obblighi di soggiorno va interpretata restrittivamente: occorrono "gravi e comprovati" motivi e, per i motivi di famiglia, carattere di necessità e urgenza adeguatamente documentato.
- La genericità della domanda e la mancata allegazione di prove sull'indifferibilità o sull'urgenza determinano il rigetto della richiesta; il semplice riferimento al diritto del detenuto a contatti familiari non basta a superare il limite imposto dalla misura di prevenzione.
- Se il richiedente è qualificato da pericolosità sociale, soprattutto quando questa è connotata da vincolo associativo, il giudice applicherà un più stringente bilanciamento con le esigenze di sicurezza pubblica.
- Prima di proporre ricorso è essenziale il deposito di elementi probatori (documentazione sanitaria, certificazioni o atti che dimostrino l'urgenza familiare) e l'indicazione puntuale del periodo e delle modalità richieste.
- Ricorsi ripetuti o privi di nuovi elementi di fatto possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e multe a favore della Cassa delle ammende; è consigliabile valutare misure alternative (colloqui in istituto, videoconferenze, autorizzazioni limitate e motivate) prima di chiedere deroghe all'obbligo di soggiorno.
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