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Sentenza

Sentenza n. 472/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento - del decreto n. 17, prot. 0007405/2023, del 21/8/2023 a firma del Dirigente scolastico dell’I.I.S. “Guarino Guarini” che dispone: “il non superamento e la reiterazione del percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio del docente Marchesini Aldo”; - per quanto occorrer possa del verbale del Comitato di Valutazione prot. 6731 del 7/7/2023; - per quanto occorrer possa della relazione della docente tutor, prof.ssa Laura Baraldi prot. 0008798/2023 del 22.9.2023; - per quanto occorrer possa delle schede di valutazione di cui all’allegato A al D.M. 226/2022; - per quanto occorrer possa della relazione del Dirigente Scolastico al Comitato di Valutazione, prot. 0008798/2023 del 22/9/2023; - di ogni altro atto annesso, connesso, presupposto e conseguente.

Giustizia amministrativa202400127

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del dirigente scolastico che disponeva il non superamento e la reiterazione del percorso di formazione e del periodo annuale di prova in servizio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il docente ha impugnato il decreto dirigenziale con cui era stato disposto il non superamento e, conseguentemente, la reiterazione del percorso di formazione e del periodo annuale di prova in servizio. Sono stati altresì impugnati, ove occorrente, il verbale del Comitato di valutazione, la relazione della docente tutor, le schede di valutazione e la relazione del dirigente scolastico al Comitato di valutazione, nonché ogni atto connesso, presupposto o conseguente. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo proposto un nuovo ricorso davanti al giudice del lavoro per contestare la pretesa di svolgimento di un secondo anno di prova.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 85, comma 9, c.p.a., prendendo atto della dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione. La richiesta di compensazione delle spese è stata accolta, poiché il ricorrente non aveva chiesto la sospensione cautelare e l'amministrazione non si era espressamente opposta. Il giudizio è stato quindi definito in rito senza esame dei vizi dedotti contro gli atti scolastici.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la definizione della controversia in rito.

Massime di principio

  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando renda attuale l'assenza di utilità derivante dalla pronuncia, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La proposizione di un distinto giudizio davanti al giudice competente per contestare la pretesa sostanziale sottesa all'atto impugnato può integrare, secondo quanto accertato dal giudice, una sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso amministrativo.
  • In assenza di opposizione espressa dell'amministrazione e quando non sia stata richiesta tutela cautelare, il giudice può compensare le spese del giudizio in presenza di una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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