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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5542/2025 del 11/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava il rigetto della richiesta di riesame avverso l'ordinanza che aveva disposto gli arresti domiciliari per il reato di cui all'art. 73, primo comma, d.P.R. 309/90. Il ricorso in Cassazione contestava: 1) la nullità/irregolarità della notificazione dell'ordinanza cautelare per incompletezza (mancanza di pagine contenenti elementi indiziari ed esigenze cautelari), con conseguente lesione del diritto di difesa e delle garanzie costituzionali e convenzionali; 2) la carenza dei gravi indizi e della motivazione sulla sussistenza della codetenzione, posto che un coindagato si era attribuito la detenzione esclusiva della sostanza e il denaro ritrovato sarebbe stato erroneamente valutato come pregnante indizio.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che il difensore ha comunicato la pronuncia di sentenza di assoluzione del ricorrente ai sensi dell'art. 530, primo comma, c.p.p., con conseguente inefficacia della misura cautelare e rimessione in libertà ai sensi dell'art. 300, primo comma, c.p.p. Non è stata disposta condanna alle spese processuali, poiché l'inammissibilità non è imputabile al ricorrente né si è ritenuta infondate le doglianze.

Norme richiamate

  • art. 73, primo comma, d.P.R. 309/1990

    Norma sostanziale in base alla quale è contestato il reato di detenzione di stupefacenti; fondamento del provvedimento cautelare impugnato

  • art. 171, primo comma, lett. a), cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente in relazione alla nullità della notificazione dell'ordinanza; la Corte valuta l'eccezione ma ritiene prevalente l'orientamento che l'omissione di copie non è necessariamente causa di nullità se l'originale è reso disponibile in cancelleria

  • art. 6 CEDU (compreso il terzo comma, lett. a))

    Riferimento ai diritti processuali e al diritto di difesa invocato dal ricorrente; la Corte esamina l'asserita lesione ma non procede nel merito per sopravvenuta carenza di interesse

  • art. 25 Cost.

    Richiamata a sostegno della tutela dei diritti e del principio di legalità nella contestazione dei reati; considerata nel quadro delle censure costituzionali sollevate

  • art. 111 Cost.

    Invocata come garanzia del giusto processo; richiamata tra le censure ma non valutata nel merito per sopravvenuta inammissibilità

  • art. 606, primo comma, lett. c) ed e), cod. proc. pen.

    Norme che delimitano i motivi di ricorso per cassazione richiamate per inquadrare le doglianze (violazione di legge e vizi di motivazione)

  • art. 300, primo comma, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la cessazione dell'efficacia della misura cautelare a seguito dell'acquittamento e per il conseguente venir meno dell'interesse al gravame

  • art. 530, primo comma, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la sentenza di assoluzione e la cui pronuncia ha determinato la sopravvenuta carenza di interesse del ricorso

Massime di principio

  • La notifica di una copia incompleta di un provvedimento cautelare non determina automaticamente la nullità del provvedimento se l'originale è depositato in cancelleria e messo a disposizione dell'indagato; tuttavia la mancanza di avviso e l'impossibilità pratica di accesso possono integrare profili di violazione del diritto di difesa in casi concreti
  • La confessione o l'attribuzione di paternità della detenzione della sostanza da parte di un coindagato non esclude automaticamente la sussistenza di indizi a carico di altri partecipanti: la valutazione compete al giudice sulla base di tutti gli elementi probatori e della loro coerenza
  • Il denaro contante trovato in disponibilità dell'indagato può avere valenza indiziaria se inserito nel più ampio quadro probatorio (quantità, modalità, collegamenti con sostanza o il contesto operativo)
  • Se sopravviene una sentenza di assoluzione che rende inefficace la misura cautelare, il ricorso incidentale o di impugnazione può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse; l'inammissibilità per tale motivo non comporta automaticamente condanna per spese se la doglianza non è manifestamente infondata
  • In impugnazioni cautelari in Cassazione è fondamentale documentare l'effettivo pregiudizio subito (ad es. impossibilità reale di consultare l'originale in cancelleria) quando si denuncia incompletezza della notificazione, per evitare che il vizio sia ritenuto privo di rilevanza

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