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Circolare

Circolare numero 27 del 08-02-2011

1. Premessa – i presupposti dell’attività. 2. Ulteriori iniziative – le linee individuate per fronteggiare il proliferare del contenzioso. 3. Modalità esecutive – disposizioni di dettaglio per le sedi interessate.

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare, nell’ambito del processo di riorganizzazione della funzione legale dell’Istituto, dispone ulteriori iniziative per migliorare la gestione del contenzioso. Viene prevista la definizione di un flusso operativo per la corretta alimentazione del SISCO, con sperimentazione preliminare in alcune sedi e successiva estensione. Parallelamente, è avviata dal 10 febbraio 2011 un’attività di monitoraggio e approfondimento nelle sedi giudicate più critiche per volume di contenzioso, con coinvolgimento dei direttori regionali, dei direttori di sede e degli avvocati coordinatori locali. È richiesto un primo report entro il 10 marzo p.v., corredato dagli strumenti di audit compilati, e la verifica della corrispondenza tra atti giudiziari e registrazioni in SISCO.

monitoraggio e supporto della gestione del contenzioso nelle sedi critiche

Monitoraggio del contenzioso e definizione del flusso operativo

La circolare si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione delle funzioni dell’Istituto, con particolare riferimento alla gestione del contenzioso e al rafforzamento della funzione legale. L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa attraverso una più corretta gestione dei procedimenti giudiziari, una migliore alimentazione dei sistemi informatici e un monitoraggio più puntuale delle situazioni critiche.

Contesto e interventi già avviati

Nella premessa vengono richiamate le principali iniziative già intraprese in materia: la rivisitazione della funzione legale, le circolari interne sulla gestione del contenzioso, le sollecitazioni in tema di autotutela, le disposizioni sulla gestione dei pignoramenti e l’acquisizione al sistema informatico di tutti i procedimenti notificati. Quest’ultimo intervento viene qualificato come essenziale per una corretta gestione del fenomeno e delle anomalie, superando la prassi di presa in carico solo in prossimità delle scadenze processuali.

Esigenza di un flusso di lavoro formalizzato

Sulla base delle esperienze maturate e delle segnalazioni provenienti dalle sedi, si ritiene necessario definire un flusso di lavoro che individui con chiarezza competenze e attività delle diverse strutture coinvolte nella gestione del contenzioso, in coerenza con la normativa e i regolamenti vigenti. Tale flusso è concepito come supporto alla corretta alimentazione del SISCO e come strumento per:

  • ottimizzare la gestione dei procedimenti;
  • consentire attività di monitoraggio utili a prevenire fenomeni seriali;
  • intervenire tempestivamente in presenza di anomalie.

Fascicolo elettronico, SISCO e SISCOM

La circolare attribuisce rilievo alla condivisione del flusso operativo, alla costituzione del fascicolo elettronico già prevista dalla circolare n. 106/2009 e alle funzionalità del SISCO, comprese quelle che consentono lo scambio di richieste e atti tra funzione amministrativa e funzione legale tramite SISCOM. Tali strumenti sono descritti come un insieme integrato di prescrizioni e comportamenti idonei a sostenere il miglioramento della gestione del contenzioso.

Sperimentazione del flusso sul territorio

L’estensione del flusso operativo non è immediata, ma viene subordinata a una sperimentazione sul territorio. La sperimentazione interesserà sedi diverse per dimensioni e grado di criticità, nonché sedi in cui sia già stato avviato il processo telematico con i Tribunali locali. L’esito della sperimentazione dovrà consentire di raccogliere indicazioni migliorative prima della formalizzazione definitiva del flusso. L’avvio sarà comunicato con apposito messaggio.

Azione di approfondimento nelle sedi critiche

In parallelo, viene avviata un’azione specifica presso alcune sedi considerate critiche in relazione al volume degli affari giudiziari trattati. Le sedi individuate, sulla base dei dati del cruscotto del contenzioso e d’intesa con il Coordinamento Generale Legale, sono:

  • Bari;
  • Caserta;
  • Catania;
  • Lecce;
  • Messina;
  • Napoli;
  • Roma;
  • Reggio Calabria;
  • Taranto.

L’intervento riproduce l’approccio già sperimentato in un’altra realtà territoriale particolarmente problematica, con l’obiettivo di verificarne le specificità sul campo e di individuare eventuali esigenze di supporto o intervento straordinario.

Modalità esecutive del monitoraggio

L’attività di monitoraggio delle sedi critiche decorre dal 10 febbraio 2011. I direttori delle sedi interessate, d’intesa con l’avvocato coordinatore locale, devono garantire gli approfondimenti sullo stato del contenzioso. Ai direttori regionali è attribuito il compito di seguire direttamente gli sviluppi, coordinando gli interventi necessari e individuando una risorsa operativa di riferimento, di regola il responsabile del team Organizzazione della direzione regionale o, per motivate ragioni, altro funzionario della sede regionale.

Le risorse individuate saranno convocate presso la Direzione Centrale Audit per un briefing informativo sulle attività da svolgere e sul corretto utilizzo degli strumenti di audit. I nominativi saranno richiesti con successivo messaggio.

Strumenti di audit e supporto centrale

Per la rilevazione vengono trasmessi gli strumenti di audit allegati, denominati Total check Co.Leg, che comprendono:

  • carta di lavoro per il dimensionamento e l’analisi del fenomeno;
  • questionario per l’analisi qualitativa dei comportamenti;
  • guida all’utilizzo.

Le informazioni inserite potranno essere integrate con ulteriori iniziative ritenute utili in relazione alle singole realtà esaminate. A livello centrale è inoltre costituito un pool di dirigenti, avvocati e funzionari incaricato di monitorare l’andamento delle attività anche tramite accessi diretti, che costituiranno occasione per una valutazione congiunta delle risultanze e delle eventuali necessità di intervento centrale.

Report iniziale e verifiche documentali

Il primo passaggio operativo consiste nell’invio di un report sulle iniziative avviate, integrato dall’allegato 1 debitamente compilato, da trasmettere entro il 10 marzo p.v. tramite P.E.I. alla DC Audit. In tale occasione, ogni sede regionale deve confermare, dopo le opportune verifiche, la piena corrispondenza tra gli atti giudiziari presenti presso la sede e le relative registrazioni in SISCO, così da rendere note eventuali anomalie prima dell’avvio degli accessi centrali.

La circolare precisa infine che il flusso operativo sarà oggetto di successiva diramazione, con indicazioni sulla sperimentazione e sulle sedi interessate.

Punti principali

Premessa e contesto di riorganizzazione

L’Istituto richiama il percorso di riorganizzazione avviato negli ultimi anni per aumentare efficienza operativa e correttezza gestionale. Particolare attenzione è rivolta alla funzione legale, ritenuta centrale per il miglioramento della gestione del contenzioso. Sono richiamate iniziative già adottate in materia organizzativa, di prescrizioni interne, di autotutela, di gestione dei pignoramenti e di acquisizione al sistema informatico di tutti i procedimenti notificati.

Definizione di un flusso di lavoro per il contenzioso

Si ritiene necessario definire un flusso di lavoro che chiarisca competenze e attività delle diverse funzioni coinvolte nella gestione del contenzioso, nel rispetto delle prescrizioni normative e regolamentari. Il flusso mira a favorire la corretta alimentazione della procedura SISCO, l’ottimizzazione della gestione dei procedimenti, il monitoraggio per prevenire fenomeni seriali e l’intervento tempestivo su situazioni anomale.

Fascicolo elettronico e integrazione con SISCO/SISCOM

La circolare valorizza la condivisione del flusso operativo, la costituzione del fascicolo elettronico prevista dalla circolare n. 106/2009 e le funzionalità del SISCO, comprese quelle per lo scambio di richieste e atti tra funzione amministrativa e funzione legale tramite SISCOM. Tali strumenti sono considerati un sistema integrato utile a migliorare la gestione del contenzioso.

Sperimentazione territoriale del flusso operativo

L’estensione del flusso sarà subordinata a una sperimentazione concreta sul territorio, in sedi di diversa tipologia e criticità e in sedi che hanno già avviato il processo telematico con i Tribunali locali. L’avvio della sperimentazione sarà comunicato con apposito messaggio e servirà a raccogliere indicazioni migliorative prima della formalizzazione definitiva.

Sedi critiche individuate per l’azione di approfondimento

Sulla base dei dati del cruscotto del contenzioso, in accordo con il Coordinamento Generale Legale, sono state individuate le sedi da sottoporre a un intervento di approfondimento e supporto: Bari, Caserta, Catania, Lecce, Messina, Napoli, Roma, Reggio Calabria e Taranto. La selezione è legata al volume degli affari giudiziari trattati.

Modalità operative e responsabilità locali

L’attività di monitoraggio delle sedi critiche inizia il 10 febbraio 2011. I direttori delle sedi interessate, d’intesa con l’avvocato coordinatore locale, devono assicurare gli approfondimenti necessari sullo stato del contenzioso. Ai direttori regionali è affidato il compito di seguire direttamente gli sviluppi e coordinare gli interventi, individuando una risorsa di riferimento per gli aspetti operativi.

Strumenti di audit e supporto centrale

Per la rilevazione vengono trasmessi gli strumenti di audit allegati: il Total check Co.Leg, comprensivo di carta di lavoro per il dimensionamento e l’analisi del fenomeno e di questionario per l’analisi qualitativa dei comportamenti, oltre alla guida all’uso. Le informazioni raccolte possono essere integrate con ulteriori iniziative ritenute utili dalle singole realtà. A livello centrale opera un pool di dirigenti, avvocati e funzionari incaricato di monitorare gli sviluppi, anche mediante accessi diretti.

Primo report e verifiche richieste

Entro il 10 marzo p.v. deve essere inviato alla DC Audit, tramite P.E.I., un report sulle iniziative avviate, completo dell’allegato 1 compilato. In tale occasione ogni sede regionale deve confermare la corrispondenza tra gli atti giudiziari in possesso e le relative registrazioni in SISCO, così da individuare preventivamente eventuali anomalie prima dell’avvio degli accessi centrali.

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