Ordinanza n. 1807/2026 - Napoli, Sezione 5
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, per l'annullamento 1) dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Napoli n. 630 del 30 maggio 2026; 2) nonché di tutti gli atti anteriori, preordinati e connessi, ivi compresa la nota dell’ARPAC acquisita al prot. dell’Ente n. 549098 in data 14 maggio 2026, con cui sono state trasmesse le risultanze dei monitoraggi acustici effettuati il giorno 8 maggio u.s.;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza sindacale recante misure temporanee di contenimento o abbattimento delle emissioni sonore derivanti da attività commerciali in via Cavallerizza a Chiaia
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le imprese ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza del Sindaco di Napoli, nonché gli atti connessi e la nota ARPAC relativa ai monitoraggi acustici eseguiti l’8 maggio 2026, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Le censure contestavano, in particolare, la riconducibilità dell’ordinanza al potere previsto dall’art. 50, commi 5 e 7-bis, TUEL e, conseguentemente, la carenza dei relativi presupposti. I ricorrenti sostenevano inoltre, in base a una relazione tecnica asseverata, l’erroneità degli accertamenti acustici. Nel giudizio sono intervenuti ad opponendum un comitato locale e persone fisiche, mentre il TAR ha lasciato impregiudicate le questioni di rito concernenti la loro legittimazione attiva e la legittimazione passiva dell’ARPAC.
La decisione
Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per difetto di fumus boni iuris. In via preliminare, ha qualificato l’ordinanza in base al suo contenuto effettivo e agli effetti prodotti, ritenendo che, nonostante il richiamo all’art. 50, comma 5, TUEL, essa costituisca espressione del potere speciale previsto dall’art. 9 della l. n. 447/1995 in materia di contenimento o abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l’inibitoria parziale o totale di determinate attività. Le censure riferite alla non conformità dell’atto al paradigma dell’art. 50 TUEL sono state quindi ritenute non pertinenti. Il Collegio ha ritenuto sussistenti i presupposti dell’art. 9 della l. n. 447/1995: l’urgenza richiede l’attualità del pericolo e non è esclusa dal fatto che la situazione fosse nota da tempo; l’ARPAC aveva accertato il superamento del limite differenziale notturno, rilevando un valore di 15,5 dB a fronte del limite di 3 dB. La relazione tecnica prodotta dai ricorrenti non contestava il superamento del limite e, non essendo supportata da analisi o accertamenti idonei, non è stata ritenuta sufficiente a smentire le risultanze dell’ARPAC, la cui metodologia era stata dichiarata conforme alla normativa tecnica di settore. Nel bilanciamento degli interessi, l’interesse patrimoniale degli operatori economici è stato ritenuto recessivo rispetto alla tutela della salute e della quiete dei residenti, suscettibile di ricomprendere il benessere psicofisico compromesso dall’inquinamento acustico. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 9 l. n. 447/1995
Qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente il sindaco [...] con provvedimento motivato, possono ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività.
La disposizione introduce un autonomo e speciale potere di ordinanza in materia di inquinamento acustico, non riducibile alla mera riproduzione del generale potere contingibile e urgente del sindaco. Il potere è normalmente esercitabile quando gli accertamenti tecnici delle competenti agenzie ambientali rilevino un fenomeno di inquinamento acustico, in assenza di un ordinario potere amministrativo idoneo a ottenere l’immediato abbattimento delle emissioni.
art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000
Il richiamo a tale disposizione nell’ordinanza non ne determina la qualificazione giuridica, che deve essere individuata in base al contenuto effettivo e agli effetti concretamente prodotti.
art. 50, comma 7-bis, d.lgs. n. 267/2000
Le censure fondate sulla non conformità dell’ordinanza al paradigma dei commi 5 e 7-bis dell’art. 50 TUEL non colgono nel segno quando il provvedimento è sostanzialmente riconducibile al potere speciale previsto dall’art. 9 della l. n. 447/1995.
art. 2 l. n. 447/1995
L’inquinamento acustico, per la sua definizione normativa, costituisce una minaccia per la salute pubblica e rileva quale presupposto sostanziale dell’intervento previsto dall’art. 9 della medesima legge.
art. 32 Cost.
La disciplina speciale sull’inquinamento acustico è orientata all’attuazione della tutela costituzionale della salute dei cittadini.
art. 55 c.p.a.
Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.
D.P.C.M. 1 marzo 1991
Richiamato, insieme alla normativa tecnica di settore, quale fonte del limite differenziale delle immissioni sonore.
D.P.C.M. 14 novembre 1997
Richiamato, insieme alla normativa tecnica di settore, quale fonte del limite differenziale delle immissioni sonore.
D.M. Ambiente 16 marzo 1998
Richiamato tra le disposizioni tecniche applicabili alle misurazioni e ai limiti delle emissioni sonore.
Massime di principio
- Il potere previsto dall’art. 9 della l. n. 447/1995 costituisce un autonomo potere speciale di ordinanza in materia di inquinamento acustico e deve essere distinto dal generale potere contingibile e urgente disciplinato dal TUEL.
- La qualificazione di un’ordinanza sindacale deve essere effettuata in base al contenuto effettivo dell’atto e agli effetti concretamente prodotti, nonostante il nomen iuris o il richiamo normativo utilizzato dall’amministrazione.
- Ai fini dell’urgenza richiesta dall’art. 9 della l. n. 447/1995 è sufficiente l’attualità del pericolo per la salute pubblica o l’ambiente; la circostanza che la situazione lesiva fosse conosciuta da tempo non esclude, di per sé, il requisito dell’urgenza.
- L’accertamento tecnico dell’inquinamento acustico effettuato dall’agenzia regionale competente costituisce elemento idoneo a sorreggere l’ordinanza ex art. 9 della l. n. 447/1995, salvo che sia efficacemente contraddetto da analisi tecniche di pari attendibilità e specificità.
- Nel bilanciamento cautelare, l’interesse patrimoniale degli operatori economici può recedere rispetto all’interesse alla tutela della salute e della quiete dei residenti, poiché l’inquinamento acustico può incidere sul benessere psicofisico della popolazione.
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