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Sentenza

Sentenza n. 4728/2026 - Napoli, Sezione 8

PER L’ESECUZIONE DEL GIUDICATO formatosi sulla Sentenza n. 812/2025 del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro nel giudizio RG n. 15992/2024, pubblicata in data 31/01/2025, e notificata il 6/02/2025.

Giustizia amministrativa202600776

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, che aveva accertato il diritto alla carta elettronica del docente per complessivi euro 1.000,00 ciascuna

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docenti)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, notificata al Ministero il 6 febbraio 2025. La sentenza aveva riconosciuto a ciascuna docente il beneficio economico di euro 1.000,00, corrispondente a due annualità della carta elettronica del docente prevista dall'art. 1, comma 121, l. n. 107/2015. Il Ministero non aveva impugnato la pronuncia e non risultava avervi dato esecuzione. Le ricorrenti hanno dedotto il decorso infruttuoso del termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996 per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni e hanno chiesto la condanna dell'amministrazione all'adempimento, oltre accessori, nonché la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando la propria competenza a conoscere dell'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. Ha ritenuto rispettati i termini processuali applicabili e verificato che la sentenza ottemperanda era stata ritualmente notificata al Ministero e che era decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996. In assenza di prova dell'adempimento, ha dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esatta e integrale esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha precisato che, qualora sia ormai decorso il termine fissato dal giudice ordinario per la fruizione materiale del beneficio, l'amministrazione deve comunque corrisponderne il controvalore pecuniario, con interessi legali fino al soddisfo, poiché si tratta di un'obbligazione fungibile e il ritardo imputabile all'amministrazione non può pregiudicare le beneficiarie. Il TAR ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta un dirigente della DGOSV, senza compenso e con facoltà di delega, attribuendogli il compito di reperire o allocare le risorse, impegnare, liquidare, ordinare e pagare la spesa. Ha escluso che l'esaurimento degli stanziamenti o l'indisponibilità di cassa possano giustificare l'inerzia nell'esecuzione del giudicato. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 500,00 per spese di lite, oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    Consente di agire davanti al giudice amministrativo per ottenere l'adempimento, da parte della pubblica amministrazione, dell'obbligo di conformarsi a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il termine per proporre l'azione di ottemperanza risulta rispettato.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Le disposizioni processuali sui termini risultano rispettate.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito nella l. n. 30/1997

    Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    È la base normativa del beneficio economico annuale destinato all'aggiornamento e alla formazione del personale docente.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è proponibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando l'obbligo di conformazione grava su una pubblica amministrazione.
  • Quando l'amministrazione non dimostra di avere adempiuto a un giudicato, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esatta e integrale esecuzione entro un termine assegnato e nominare contestualmente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • Se il termine temporale fissato dal giudicato per la fruizione di un beneficio è scaduto per una condotta omissiva dell'amministrazione, l'obbligazione può essere adempiuta mediante corresponsione del controvalore pecuniario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo, quando il beneficio abbia natura fungibile.
  • L'amministrazione non può opporre l'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o l'indisponibilità di cassa per sottrarsi all'esecuzione di un giudicato; il commissario ad acta deve adottare tutte le iniziative necessarie a rendere possibile il pagamento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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