Sentenza n. 98/2026 - Napoli, Sezione 3
avverso il silenzio serbato dal Comune di Somma Vesuviana sull’istanza presentata dal ricorrente e assunta al protocollo comunale n. 8298 dell’11 marzo 2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio del Comune sull’istanza di definizione di tre pratiche di condono edilizio pendenti
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha dedotto l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull’istanza dell’11 marzo 2025, volta a ottenere la conclusione dei procedimenti relativi a tre domande di condono edilizio presentate ai sensi della legge n. 47/1985 e della legge n. 724/1994. Ha chiesto l’ordine giudiziale di provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia, invocando gli articoli 2 e 2-bis della legge n. 241/1990. Il Comune non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. L’azione avverso il silenzio presuppone che sia già decorso il termine entro il quale l’amministrazione deve concludere il procedimento. Nel caso di specie, le domande di condono erano ancora soggette al termine legislativamente previsto dall’art. 9, comma 1, della legge regionale Campania n. 10/2004, originariamente fissato al 31 dicembre 2024 e successivamente prorogato al 31 dicembre 2025 dall’art. 54, comma 1, della legge regionale n. 25/2024. Poiché il termine non era ancora scaduto al momento della proposizione del ricorso, non sussisteva il presupposto processuale per l’azione contro il silenzio. Il TAR non ha quindi esaminato nel merito l’inerzia lamentata né la richiesta di commissario ad acta. Nulla sulle spese, per la mancata costituzione del Comune.
Norme richiamate
art. 2 l. 241/1990
Riconosce l’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento entro il termine previsto.
art. 2-bis l. 241/1990
È stato invocato dal ricorrente in relazione alle conseguenze dell’inosservanza dell’obbligo di conclusione del procedimento, ma non è stato applicato dal TAR, che ha escluso il decorso del termine per provvedere.
art. 9, comma 1, l.r. Campania n. 10/2004
Le domande di sanatoria presentate ai sensi e nei termini previsti dalle disposizioni di cui alla legge n. 47/1985, capo IV ed alla legge n. 724/1994, articolo 39, ancora pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite dai comuni entro il 31 dicembre 2024
Fissa il termine legislativo entro il quale i comuni devono definire le domande di condono edilizio ancora pendenti.
art. 54, comma 1, l.r. Campania n. 25/2024
Trasla al 31 dicembre 2025 il termine per la definizione delle domande di condono edilizio pendenti.
art. 31 c.p.a.
L’azione avverso il silenzio è proponibile solo dopo il decorso del termine per la conclusione del procedimento amministrativo; in mancanza, il ricorso è inammissibile.
art. 35, comma 1, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni applicabili alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni applicabili alla decisione.
Massime di principio
- L’azione avverso il silenzio è inammissibile quando, al momento della proposizione del ricorso, non è ancora scaduto il termine normativamente assegnato all’amministrazione per concludere il procedimento.
- La proroga legislativa del termine per definire le domande di condono edilizio incide sulla proponibilità dell’azione avverso il silenzio: finché il termine prorogato non è scaduto, non può ritenersi perfezionata un’inerzia giuridicamente contestabile ai sensi dell’art. 31 c.p.a.
- In presenza di un termine speciale fissato direttamente dalla legge per la definizione dei procedimenti di condono edilizio, tale termine prevale, ai fini dell’azione contro il silenzio, sui termini ordinari eventualmente invocati dal privato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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