Cassazione Penale, Sentenza n. 28978/2022 del 21/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato per il reato di cui all'art. 336 c.p. per aver minacciato e usato violenza contro agenti della Polizia Municipale di San Gimignano al fine di impedire il sequestro amministrativo del suo ciclomotore, privo di assicurazione (art. 193 C.d.S.). In cassazione ha dedotto: (1) assenza dell'elemento oggettivo e soggettivo del reato, sostenendo che le minacce sarebbero successive alla fase esecutiva del sequestro e non dirette a impedirlo; (2) vizio di motivazione sul mancato riconoscimento dell'assenza di dolo; (3) erronea esclusione dell'applicabilità della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. per effetto della L. n. 77/2019, con censura di retroattività della nuova esclusione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i primi due motivi, confermando che la condotta di Tanca (minacce di dare fuoco ai verbalizzanti e il far spostare il ciclomotore dal figlio in un'area privata) era idonea e diretta a impedire sia il sequestro sia la successiva custodia del mezzo, e che tali fasi rientrano comunque nell'attività pubblica che il reo intendeva ostacolare. Tuttavia la Corte ha accolto il terzo motivo limitatamente alla questione dell'art. 131-bis c.p.: ha ritenuto che la modifica normativa introdotta dalla L. n. 77/2019, che ha escluso talune fattispecie (tra cui l'art. 336) dall'ambito di applicazione dell'art. 131-bis, non poteva essere applicata retroattivamente. Poiché l'art. 131-bis è norma di diritto sostanziale, la Corte d'appello doveva valutare la possibile applicazione della causa di non punibilità ratione temporis e motivare in ordine alle censure di scarsa offensività; l'omessa risposta su questo punto ha determinato l'annullamento parziale con rinvio della decisione limitatamente al diniego della causa di non punibilità ex art. 131-bis. Il resto della sentenza (condanna a 4 mesi) è stato confermato.
Norme richiamate
art. 336 cod. pen.
Reato contestato: violenza o minaccia a pubblico ufficiale per impedire un atto d'ufficio. La Corte ha confermato che le minacce e l'azione di far spostare il veicolo per impedire il trasferimento per la custodia integrano l'elemento materiale e il dolo del reato.
art. 193 Codice della Strada
Norma sulla mancanza di assicurazione e sulle conseguenze amministrative (sequestro). La Corte ha osservato che le modalità di custodia/esecuzione del sequestro (affidamento al trasgressore o trasferimento a depositeria) rientrano nella discrezionalità degli agenti e non escludono la qualificazione della condotta del ricorrente come diretta a impedire l'azione amministrativa.
art. 131-bis cod. pen.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che sia norma di diritto sostanziale e che la sua interpretazione/modifica non possa essere resa retroattiva per escluderne l'applicazione a fatti commessi prima delle modifiche legislative; pertanto la Corte d'appello deve esprimersi sulla sua applicabilità al caso concreto.
L. n. 77/2019
Ha interpolato l'art. 131-bis prevedendo esclusioni (tra cui l'art. 336). La Corte ha stabilito che la parte della novella che esclude l'applicabilità non può operare retroattivamente e non doveva essere utilizzata per negare automaticamente la causa di non punibilità rispetto a fatti anteriori alla modifica.
Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 1307/2003; Sez. 3, n. 13926/2011)
Richiamate per il principio di integrazione tra motivazioni di primo e secondo grado e per il criterio di verifica della congruità valutativa delle prove e delle ricostruzioni processuali affidate ai giudici di merito.
Massime di principio
- La condotta di minaccia o violenza è rilevante ai fini dell'art. 336 c.p. quando sia diretta a impedire un'attività pubblica in corso o la sua esecuzione successiva (es. custodia o trasferimento del bene soggetto a sequestro)
- Le fasi successive al verbale (esecuzione materiale del sequestro, scelta della depositeria o affidamento) sono parte dell'attività amministrativa e possono essere ostacolate; ostacolare queste fasi può integrare il reato se la condotta è tale da compromettere concretamente l'operato degli agenti
- La discrezionalità degli agenti nell'esecuzione di misure amministrative (modalità di custodia del bene) non esclude la responsabilità penale di chi impedisce o altera l'esecuzione con minacce o violenza
- L'art. 131-bis c.p. è norma di diritto sostanziale: eventuali restrizioni introdotte da successivi interventi legislativi (es. L. n. 77/2019) non possono essere applicate retroattivamente per escludere la causa di non punibilità rispetto a fatti commessi anteriormente
- In impugnazione di valutazioni di fatto e di credibilità delle dichiarazioni dei pubblici ufficiali, la Corte di Cassazione tende a confermare le valutazioni dei giudici di merito se fondate e non manifestamente illogiche; per riuscire a ribaltare tali valutazioni è necessario dimostrare errori di fatto o travisamento documentale
- In caso di omessa pronuncia su questioni rilevanti (es. applicabilità dell'art. 131-bis ratione temporis), la Corte di Cassazione può annullare con rinvio limitatamente alla questione non adeguatamente considerata
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