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Sentenza

Sentenza n. 17/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza: della sentenza n. 83/2025 pubblicata il 14 febbraio 2025, procedimento numero rg 307/2024, TAR Abruzzo –L’Aquila.

Giustizia amministrativa202500427

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata ottemperanza alla sentenza del TAR Abruzzo - L'Aquila n. 83/2025, che imponeva al Comune di concludere il procedimento con un provvedimento espresso di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 oppure di restituzione delle aree previa riduzione in pristino

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo che il Comune di Atri non aveva eseguito la sentenza n. 83/2025, passata in giudicato. Con tale pronuncia il TAR aveva accertato l'illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull'istanza diretta all'acquisizione sanante, ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001, di fondi di proprietà del ricorrente precedentemente occupati e trasformati oppure, in alternativa, alla loro restituzione previa riduzione in pristino, ordinando la conclusione del procedimento entro sessanta giorni. Decorso inutilmente tale termine, il ricorrente ha chiesto l'esecuzione del giudicato e la nomina di un commissario ad acta. Il Comune, ritualmente intimato, non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando la mancata ottemperanza del Comune agli obblighi derivanti dalla sentenza passata in giudicato. Ritenute sussistenti le condizioni dell'art. 114 c.p.a., ha nominato il Prefetto di Teramo, con facoltà di delega, quale commissario ad acta, incaricandolo di adottare entro novanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza gli atti necessari a dare piena e tempestiva esecuzione al giudicato. Il commissario dovrà adottare un provvedimento espresso di acquisizione delle aree ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 oppure disporne la restituzione previa riduzione in pristino dello stato dei luoghi. Il Comune di Atri è stato inoltre condannato alle spese processuali, liquidate in € 1.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Consente al giudice dell'ottemperanza di accertare l'inadempimento al giudicato e di adottare le misure necessarie per assicurarne l'esecuzione, compresa la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Individua una delle alternative che l'amministrazione, e in sua sostituzione il commissario ad acta, deve valutare ed esprimere con provvedimento: l'acquisizione delle aree occupate e trasformate; l'altra alternativa è la restituzione previa riduzione in pristino.

Massime di principio

  • La mancata adozione, entro il termine fissato dal giudice, del provvedimento espresso imposto da una sentenza passata in giudicato integra inottemperanza e legittima l'accoglimento del ricorso per ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza, ricorrendone le condizioni previste dall'art. 114 c.p.a., il giudice può nominare un commissario ad acta affinché sostituisca l'amministrazione inadempiente e assicuri l'esecuzione tempestiva del giudicato.
  • Quando il giudicato impone all'amministrazione di scegliere tra l'acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e la restituzione del bene previa riduzione in pristino, il commissario ad acta può essere incaricato di adottare il provvedimento espresso relativo a una delle due alternative.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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