Sentenza n. 102/2026 - Salerno, Sezione 1
per l'accertamento del diritto della parte ricorrente a prendere visione ed estrarre copia dei documenti richiesti, ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge n. 241 del 1990, come successivamente modificata ed integrata, nonché dell’art. 6 del D.P.R. n. 184 del 2006, con istanza notificata in data 8 settembre 2025, da intendere anche quale istanza di accesso civico, a norma del d.lgs. n. 33 del 2013;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa a verbale dal ricorrente e dell'assenza di repliche o diverse richieste delle controparti. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo, tale dichiarazione impedisse la decisione nel merito e imponesse la declaratoria di improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.
Atto impugnato: diniego o mancato riscontro a un'istanza di accesso documentale e, in subordine, di accesso civico notificata l'8 settembre 2025
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto un'azione di accertamento del diritto di prendere visione ed estrarre copia dei documenti richiesti ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990 e dell'art. 6 del d.P.R. n. 184/2006, qualificando l'istanza anche come richiesta di accesso civico ai sensi del d.lgs. n. 33/2013. Il testo non espone ulteriori motivi di illegittimità o il contenuto specifico dei documenti richiesti. In udienza il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
Norme richiamate
artt. 22 e seguenti l. 241/1990
La domanda originaria era diretta all'accertamento del diritto di accesso documentale.
art. 6 d.P.R. n. 184/2006
La norma è richiamata quale base dell'istanza di accesso.
d.lgs. n. 33/2013
L'istanza era qualificata anche come istanza di accesso civico.
Massime di principio
- La dichiarazione del difensore, resa in udienza, di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso quando non vi siano repliche o richieste contrarie delle altre parti.
- In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo non può decidere nel merito una controversia rispetto alla quale il ricorrente abbia dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
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