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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29105/2024 del 18/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente, Sindaco del Comune di Zerfaliu, era stato condannato per plurime violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro (d.lgs. n. 81/2008) in qualità di datore di lavoro. Ha impugnato la sentenza denunciando: 1) errata attribuzione della qualifica di datore di lavoro al Sindaco nonostante l'ente avesse un P.E.G. che individuava il responsabile dell'Ufficio Tecnico (Ingegner Gian Luigi Zedda) con poteri gestionali e di spesa; 2) vizio di motivazione perché le delibere/determinate che avevano sanato le irregolarità erano state adottate dal responsabile tecnico e non dal Sindaco; 3) prescrizione dei reati contestati (fatti del 26/9/2017); 4) insufficiente motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso non manifestamente infondato e ha rilevato che i motivi volgevano a verificare se il responsabile dell'Ufficio Tecnico fosse stato effettivamente individuato come datore di lavoro tramite P.E.G. e conferimento di poteri decisionali e di spesa. Tuttavia, l'ulteriore esame documentale necessario è reso inutile dal sopravvenuto decorso del termine massimo quinquennale di prescrizione (estinzione dei reati intervenuta il 20/2/2023, con sospensione conteggiata), per cui, non essendovi cause evidenti di proscioglimento, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché i reati sono estinti per prescrizione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 81 del 2008

    art. 17, comma 1, lett. a) e b.; art. 18, comma 1, lett. a) e c.; art. 37; art. 45

    Le violazioni contestate sono relative agli obblighi di tutela della salute e sicurezza sul lavoro; la responsabilita' penale per tali obblighi può gravare sul datore di lavoro individuato nella pubblica amministrazione

  • art. 2, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 81 del 2008

    art. 2, comma 2, lett. b)

    Nel testo è richiamato il criterio per individuare chi è datore di lavoro nelle amministrazioni pubbliche: la qualifica può essere attribuita a dirigente/funzionario solo se l'organo di vertice lo indica espressamente e gli conferisce poteri decisionali e di spesa; in mancanza, la qualifica permane nell'organo politico (es. Sindaco)

Massime di principio

  • Nelle pubbliche amministrazioni la qualifica di datore di lavoro resta in capo all'organo politico (es. Sindaco) salvo attribuzione espressa a un dirigente con conferimento di poteri decisionali e di spesa
  • La presenza di un P.E.G. o di atti interni che indicano un dirigente come responsabile è rilevante, ma occorre che sia chiaro il conferimento dei poteri per qualificare il dirigente come datore di lavoro
  • Se esistono atti (determine, delibere) successivi che sanano le irregolarità, essi possono indicare l'effettiva individuazione del responsabile della sicurezza, ma non eliminano automaticamente la responsabilità del vertice politico se la delega non è formale e completa
  • Prima di richiedere o ottenere approfondimenti istruttori, verificare sempre i termini di prescrizione: se il termine si è estinto, la Corte può annullare la condanna senza rinvio per estinzione del reato
  • La Procura può concludere per l'annullamento per prescrizione; in presenza di questioni complesse sulla titolarità datoriale, è necessario un esame documentale dettagliato per stabilire la responsabilità personale

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