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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34067/2026 del 22/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli che, riformando la decisione di primo grado, l'ha condannata a un anno di reclusione per il reato previsto dagli artt. 81 c.p. e 5 d.lgs. 74/2000. Le era contestato, quale legale rappresentante di una società, di avere omesso di presentare la dichiarazione relativa alle imposte sui redditi e all'IVA, al fine di evadere le imposte. Con un unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione. La sentenza indica come data di commissione del reato il 29 dicembre 2015 e calcola il termine prescrizionale decennale, aumentato di 35 giorni per sospensione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondata la censura sulla prescrizione. Il termine, calcolato dal 29 dicembre 2015, con l'aggiunta di 35 giorni di sospensione, sarebbe scaduto il 2 febbraio 2026; la sentenza d'appello era stata emessa il 22 gennaio 2026, prima della scadenza. L'inammissibilità impedisce inoltre di computare nel termine prescrizionale il periodo successivo alla pronuncia di secondo grado. La condanna d'appello resta quindi ferma. Ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, non ravvisandosi assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    per il reato di cui agli artt. 81 cod. pen. e 5 d.lgs. 74/2000

    La norma è indicata quale base della contestazione in continuazione, ma la Corte non svolge una specifica interpretazione dell'art. 81 c.p.

  • art. 5 d.lgs. 74/2000

    per aver, in qualità di legale rappresentante della società, omesso di presentare la dichiarazione relativa alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, al fine di evadere le imposte stesse.

    La fattispecie contestata consiste nell'omessa presentazione della dichiarazione fiscale, con finalità evasiva, da parte della legale rappresentante della società.

  • art. 616 c.p.p.

    Stante l'inammissibilità del ricorso, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen., non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. Sent. n. 186 del 13/06/2000), alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione .pecuniaria nella misura, ritenuta equa, di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

    Dichiarata l'inammissibilità del ricorso e non ravvisata l'assenza di colpa nella sua determinazione, la Corte condanna la ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, quantificata in 3.000 euro.

Massime di principio

  • Il termine di prescrizione va calcolato dalla data di commissione del reato, tenendo conto dei periodi di sospensione applicabili; se la sentenza d'appello è pronunciata prima della scadenza così determinata, non sussiste l'estinzione del reato per prescrizione al momento della decisione.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione preclude il computo, nel termine di prescrizione, del periodo successivo all'emanazione della sentenza di secondo grado.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, in assenza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa d'inammissibilità, consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieOmessa dichiarazioneImpugnazioni
RamiReati tributariProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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