Cassazione Penale, Sentenza n. 32855/2025 del 06/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione dedita al narcotraffico (zona Tor Bella Monaca). I difensori hanno censurato la sussistenza della gravità indiziaria, sostenendo che le dichiarazioni a carico del ricorrente (principalmente dei fratelli Fabrizio e Simone Capogna) riguardavano fatti antecedenti al 2019/2020 e pertanto coperti da precedente condanna definitiva del ricorrente fino al 2 marzo 2021, senza adeguati riscontri per fatti successivi; inoltre mancavano intercettazioni e riscontri diretti relativi a condotte posteriori al 2021. Si è altresì contestata l'attualità delle esigenze cautelari e l'idoneità della custodia in carcere, considerando che l'indagato in altro procedimento aveva già beneficiato di arresti domiciliari con autorizzazione al lavoro.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure sulla gravità degli indizi e ha confermato la valutazione compiuta dal Tribunale del riesame circa la consistenza del quadro indiziario, basato sulle dichiarazioni dei collaboranti e su riscontri esterni (tra cui una conversazione del 7 gennaio 2021 tra Molisso e Marco Desideri che confermerebbe la ripartizione dei proventi e la persistenza dell'attività di spaccio). La Corte ha escluso che i fatti narrati siano coperti dalla precedente sentenza definitiva, ritenendo provata la prosecuzione dell'attività anche dopo il marzo 2021. Avendo accertato la gravità indiziaria per il reato di cui all'art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione di necessità della custodia prevista dall'art. 275 c.p.p., e ha condiviso la valutazione del Tribunale secondo cui non vi sono elementi idonei a superare tale presunzione. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma che disciplina le fattispecie di traffico illecito di sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto che gli indizi raccolti fossero idonei a configurare il reato ex art. 74 e a fondare la misura cautelare.
art. 275 cod. proc. pen.
Applicata la presunzione di necessità della custodia cautelare per i delitti previsti dalla normativa sugli stupefacenti: spettava all'indagato fornire elementi idonei a superare tale presunzione, cosa che il Tribunale e la Corte hanno ritenuto non avvenuta.
art. 94, comma 1-ter, disposizioni attuative codice di procedura penale
Dispositivo procedurale richiamato per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione.
Massime di principio
- In sede di Cassazione il sindacato sulla motivazione del riesame è limitato: la Suprema Corte verifica la congruenza e la logica della motivazione del giudice di merito, non riconsidera i fatti né rivaluta liberamente le prove.
- Le dichiarazioni dei collaboratori, purché corredate da riscontri esterni anche parziali, possono costituire base sufficiente per ritenere la gravità indiziaria; è necessario che il giudice illustri i riscontri che legittimano la valutazione delle dichiarazioni.
- Una precedente condanna definitiva non impedisce automaticamente l'adozione di una nuova misura cautelare se emergono indizi che la partecipazione del soggetto all'attività illecita sia proseguita oltre il periodo già giudicato.
- Per i reati di traffico di stupefacenti opera una presunzione di necessità della custodia (art. 275 c.p.p.); spettano all'indagato prove concrete per superare tale presunzione e dimostrare che misure meno afflittive siano sufficienti.
- La rilevanza temporale degli indizi è cruciale: indizi riferiti esclusivamente ad epoche anteriori possono essere insufficienti a giustificare la cautela attuale, salvo che emerga un elemento che dimostri la continuità o la ripresa dell'attività illecita fino all'attualità.
- Quando si discute l'attualità delle esigenze cautelari, vanno considerate complessivamente le circostanze (gravità dell'indizio, eventuali riscontri, comportamento processuale e alternative meno afflittive) e motivate compiutamente dal giudice.
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