Cassazione Penale, Sentenza n. 9736/2022 del 22/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Lecce che aveva prosciolto l'imputato perché il fatto (installazione e uso in locali adibiti ad autocarrozzeria di un impianto di verniciatura della superficie di mq 30 senza la necessaria autorizzazione di cui all'art. 269, comma 1, d.lgs. n. 152/2006) era estinto per oblazione. Il Procuratore generale sosteneva che l'oblazione non poteva essere ammessa perché permanevano conseguenze dannose e pericolose del reato: l'imputato non avrebbe eliminato o rimosso l'impianto e aveva ottenuto la restituzione del materiale sequestrato, pertanto non era provata l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendolo manifestamente infondato. Ha ritenuto che il requisito dell'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose, necessario per l'ammissione all'oblazione ai sensi dell'art. 162-bis c.p., fosse stato positivamente accertato dal giudice di merito anche se la prima verifica non era stata esplicitata nella motivazione. La Corte ha inoltre osservato che il ricorrente non ha indicato elementi concreti da cui desumere l'assenza del requisito e che la mera restituzione di quanto sequestrato non costituisce prova automatica della prosecuzione dell'attività illecita.
Norme richiamate
d.lgs. n. 152/2006, art. 269, comma 1
art. 269, comma 1, d.lgs. n. 152 del 2006
Norma richiamata a descrivere il divieto/autorizzazione per l'installazione e l'utilizzo dell'impianto di verniciatura; il fatto contestato è la violazione di tale disposizione.
codice penale, art. 162-bis, terzo comma
art. 162-bis, terzo comma, cod. pen.
Stabilisce i casi di esclusione dell'oblazione quando permangono conseguenze dannose o pericolose del reato eliminabili dal contravventore; la Corte ha applicato tale principio per valutare l'ammissibilità dell'oblazione.
codice penale, art. 99, terzo capoverso
terzo capoverso dell'art. 99
Richiamato come caso previsto dalla stessa disposizione di esclusione dell'oblazione; la Corte segnala che l'oblazione non è ammessa nei casi previsti da tale disposizione.
codice penale, art. 104
Richiamato tra le ipotesi in cui l'oblazione non è ammessa; la Corte applica il criterio di esclusione generale previsto dall'art. 162-bis c.p.
codice penale, art. 105
Anche questa norma è citata tra le ipotesi di esclusione dell'oblazione; la Corte colloca la valutazione dell'ammissibilità dell'oblazione alla luce delle norme indicate.
Massime di principio
- L'oblazione è ammessa solo se le conseguenze dannose o pericolose del reato sono state eliminate: il requisito può risultare dall'accertamento del giudice anche se non espresso in modo dettagliato nella motivazione, purché il giudizio risulti logicamente supportato.
- Chi impugna una decisione che ha estinto il reato per oblazione deve indicare elementi concreti e specifici per dimostrare che le conseguenze dannose o pericolose permangono; generalità e deduzioni non sono sufficienti in Cassazione.
- La restituzione di cose sottoposte a sequestro non vale automaticamente come prova della prosecuzione dell'attività illecita; occorre valutare il complesso degli atti e delle circostanze per inferire la persistenza del pericolo o del danno.
- In sede di legittimità la valutazione delle condizioni di ammissibilità dell'oblazione può essere sindacata solo se emergono vizi di motivazione o elementi nuovi idonei a dimostrare l'erroneità dell'accertamento di merito.
- Per evitare la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il ricorrente deve portare in cassazione prove o indicazioni precise che mettano in discussione l'esistenza del requisito dell'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose.
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