Cassazione Penale, Sentenza n. 42132/2024 del 15/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Alexandrache Ricardo impugna la sentenza che ha confermato la condanna per detenzione e porto illegale di arma (bomboletta spray contenente soluzione irritante e lacrimogena rinvenuta nella giacca il 5/02/2016 a Treviso). Formula due motivi: (1) omissione dell'assunzione di una prova decisiva, cioè mancata perizia tecnica sull'effettivo contenuto della bomboletta, nonostante la difesa avesse richiesto accertamento; il Tribunale si sarebbe limitato alla lettura dell'etichetta e all'audizione dell'operante senza competenze tecniche; (2) vizio di diritto perché non sarebbe stata fornita prova che la detenzione/porto delle sostanze contenute nella bomboletta fosse vietata dal legislatore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché l'omissione di una perizia tecnica non è sindacabile in cassazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. d) c.p.p.: la perizia è un mezzo di prova neutro affidato alla discrezionalità del giudice e non rientra nelle "prove a discarico decisive" ai sensi dell'art. 495, comma 2 c.p.p. Inoltre il giudice di merito aveva fornito motivazione adeguata sul fondamento della prova (etichetta del prodotto e testimonianza dell'operante) e non sussisteva elemento concreto che rendesse dubbia la corrispondenza tra etichetta e contenuto. Sul secondo motivo la Corte ha confermato che il porto in luogo pubblico di una bomboletta spray contenente gas urticante integra il reato previsto dalla normativa citata, conformandosi a precedente giurisprudenza (es. Sez. 6, n. 30140/07/07/2021). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente confermato nella condanna (pena e multa) e condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
legge 2 ottobre 1967, n. 895
La Corte ha ritenuto applicabili le disposizioni che puniscono la detenzione e il porto di strumenti atti ad offendere; il porto di bomboletta spray con gas urticante rientra nella disciplina
legge 18 aprile 1975, n. 110
La giurisprudenza citata interpreta la bomboletta spray contenente gas urticante come 'arma comune da sparo' ai sensi dell'art. 2, quindi riconducibile alla fattispecie repressiva
codice di procedura penale
art. 606, comma 1, lett. d) e art. 495, comma 2
L'art. 606(1)(d) limita i motivi di cassazione riconoscendo che la mancata perizia non costituisce tipicamente motivo di cassazione perché la perizia è mezzo neutro e discrezionale; il richiamo all'art. 495(2) precisa che rilevano in cassazione le prove a discarico decisive
codice di procedura penale
Norma sulla condanna alle spese del procedimento, applicata alla parte soccombente
giurisprudenza di legittimità
Sez. U, n. 39746 del 23/03/2017; Sez. 6, n. 30140 del 07/07/2021 (Patraru Mihai)
Utilizzata per consolidare i principi: la perizia neutra non giustifica la cassazione per omissione e la qualificazione della bomboletta spray con gas urticante come strumento idoneo ad offendere e quindi come arma ai fini della normativa richiamata
Massime di principio
- La mancata nomina di una perizia tecnica è di regola insufficiente per fondare un ricorso in Cassazione: la perizia è un mezzo di prova neutro e la sua omissione rientra nella discrezionalità del giudice di merito, salvo che si dimostri che l'assenza dell'accertamento abbia inciso sulla correttezza logico-giuridica della motivazione
- Quando l'etichetta di un prodotto e la contestuale attività probatoria (sequestro, testimonianza dell'operante) non presentano elementi concreti di contraddizione, il giudice può ritenere provato il contenuto e la natura illecita del materiale senza perizia
- Per contestare efficacemente l'assenza di accertamenti tecnici, la difesa dovrebbe richiedere espressamente e motivare in fatto la necessità della perizia di parte durante il processo di merito, evidenziando elementi concreti che rendano dubbia la rispondenza tra etichetta e contenuto
- La giurisprudenza tende a ricomprendere le bombolette spray con gas urticante nell'ambito degli strumenti atti ad offendere/arma comune se idonee ad arrecare offesa alla persona; pertanto il loro porto in luogo pubblico può integrare il reato previsto dalle norme citate
- In sede di Cassazione non è possibile il libero sindacato sulla valutazione di merito delle prove: va dimostrato un vizio di diritto o un'illogicità manifesta nella motivazione, non il mero dissenso sulla valutazione probatoria
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