Cassazione Civile, Ordinanza n. 00245/2023 del 05/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente previdenziale)
La controversia
La controversia riguardava il diritto di un assicurato, invalido in misura non inferiore all'80%, a ottenere la pensione di vecchiaia anticipata ex art. 1, comma 8, d.lgs. n. 503/1992 senza subire il differimento della decorrenza previsto dall'art. 1, comma 5, lett. b), l. n. 247/2007. I giudici di merito avevano accolto la domanda del pensionato e condannato l'INPS a corrispondere il trattamento senza lo slittamento temporale. L'INPS ha impugnato in cassazione deducendo un unico motivo, formulato come violazione e falsa applicazione dell'art. 1, comma 5, lett. b), l. n. 247/2007, sostenendo che il differimento si applichi anche alla pensione anticipata prevista per gli invalidi all'80% e quindi che la Corte territoriale avesse erroneamente escluso tale regime.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il motivo dell'INPS. Ha affermato che il differimento della decorrenza introdotto dall'art. 1, comma 5, lett. b), l. n. 247/2007 si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata prevista dall'art. 1, comma 8, d.lgs. n. 503/1992 per gli invalidi almeno all'80%, poiché la norma ha un ambito soggettivo ampio e non contiene una specifica esclusione per tale trattamento. Poiché la Corte d'appello non si era attenuta a questo principio, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Salerno, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
art. 1, comma 8, d.lgs. n. 503/1992
Disciplinando la pensione di vecchiaia anticipata per gli invalidi in misura non inferiore all'80%, consente una deroga ai limiti di età per il conseguimento del trattamento, ma non esclude l'applicazione del differimento di decorrenza previsto successivamente da altra norma.
art. 1, comma 5, lett. b), l. n. 247/2007
Il differimento della decorrenza delle pensioni di vecchiaia si applica in modo ampio ai destinatari indicati dalla norma e comprende anche la pensione anticipata ex art. 1, comma 8, d.lgs. n. 503/1992, in assenza di un'espressa esclusione.
Massime di principio
- Quando una norma successiva introduce un differimento della decorrenza del trattamento pensionistico con formulazione ampia, essa si applica anche alle ipotesi di pensione di vecchiaia anticipata previste per categorie particolari, salvo che il legislatore disponga espressamente un'esclusione.
- La disciplina speciale che consente l'accesso anticipato alla pensione in ragione dell'invalidità incide sui requisiti anagrafici di accesso, ma non implica di per sé una deroga automatica alle regole generali o successive sulla decorrenza del trattamento.
- In presenza di una chiara portata testuale della norma sul differimento e dell'assenza di eccezioni espresse, il giudice di merito non può escluderne l'applicazione mediante interpretazione estensiva della deroga.
- Se il giudice territoriale si discosta da un principio di diritto già chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, la sentenza va cassata con rinvio affinché il nuovo giudice si uniformi al principio enunciato.
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