Cassazione Civile, Sentenza n. 9611/2024 del 10/04/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Ancona n. 1227/2022 che aveva accolto la domanda riconvenzionale e dichiarato costituita, per destinazione del padre di famiglia, una servitù di passaggio a favore di fondi riconducibili a Matteo Lanari. I ricorrenti deducevano: (i) errore di interpretazione della citazione iniziale e errata identificazione del fondo dominante (artt. 1362 e 1363 c.c.); (ii) omessa motivazione; (iii) violazione e falsa applicazione delle norme sulle servitù e sulla costituzione per destinazione del padre di famiglia (artt. 1027, 1028, 1062 c.c.), sostenendo che la servitù avrebbe dovuto essere costituita a favore della "punta panoramica" (particella 651) rimasta interclusa; (iv) travisamento della prova e omesso esame di fatto decisivo in relazione all'esistenza di opere visibili e permanenti (in particolare la strada) al momento della divisione (art. 360 c.p.c., art. 115 c.p.c., art. 2697 c.c.). Parallelamente è stata sollevata questione di compatibilità procedurale: se il consigliere che ha redatto la proposta di definizione ex art. 380-bis c.p.c. possa poi far parte del collegio che decide in caso di istanza di decisione da parte del ricorrente.
La decisione
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno deciso sulla questione di massima rimessa dalla Prima Presidente: il presidente della sezione o il consigliere delegato che abbia formulato la proposta di definizione accelerata ex art. 380-bis c.p.c., introdotto dal d.lgs. n. 149/2022, può far parte del collegio che definisce il giudizio ai sensi dell'art. 380-bis.1 c.p.c. e può essere nominato relatore. La Corte ha ritenuto che la proposta di definizione non abbia natura decisoria né determini una fase autonoma del procedimento tale da imporre l'astensione ai sensi dell'art. 51, comma 1, n. 4, c.p.c.; l'istanza di decisione (con nuova procura speciale) non apre una diversa cognizione né trasforma la proposta in pronuncia definitiva. Pertanto non sussiste incompatibilità né diritto automatico di ricusazione per il proponente. La Corte ha enunciato il principio di diritto corrispondente e ha rimesso il ricorso alla Sezione ordinaria competente (ritrasmissione per la decisione sul merito secondo la procedura ordinata).
Norme richiamate
art. 380-bis c.p.c.
"Se non è stata ancora fissata la data della decisione, il presidente della sezione o un consigliere da questo delegato può formulare una sintetica proposta di definizione del giudizio, quando ravvisa la inammissibilità, improcedibilità o manifesta infondatezza del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto. La proposta è comunicata ai difensori delle parti. Entro quaranta giorni dalla comunicazione la parte ricorrente, con istanza sottoscritta dal difensore munito di una nuova procura speciale, può chiedere la decisione..."
La proposta è strumentale e comunicata alle parti; non ha valore decisionale autonomo e non determina di per sé obbligo di astensione del proponente.
art. 380-bis.1 c.p.c.
Regola la successiva decisione in camera di consiglio se la parte ha chiesto la decisione; è la sede nella quale il collegio decide il ricorso.
d.lgs. n. 149 del 2022
Ha riformulato il procedimento ex art. 380-bis c.p.c. introducendo la procedura accelerata oggetto della decisione; la Corte interpreta tale normativa come non attribuente natura decisoria alla proposta del proponente.
legge n. 206 del 2021 (legge di delega)
Ha indicato criteri direttivi al legislatore delegato, tra cui l'introduzione del procedimento accelerato e il contenuto della proposta di definizione.
art. 96 c.p.c. (comma 3 e 4)
Prevede conseguenze sanzionatorie per condotte processuali ritenute abusive; la Corte ha richiamato la necessità di applicare i commi in modo non automatico, riservando valutazione caso per caso.
art. 51, comma 1, n. 4, c.p.c.
Dispositivo che contempla l'obbligo di astensione del giudice che abbia conosciuto della causa come magistrato in altro grado; la Corte ha ritenuto che non si applica al proponente della proposta ex art. 380-bis nella fattispecie considerata.
art. 52 c.p.c.
Diritti di ricusazione: la Corte ha stabilito che la proposta di definizione non dà diritto automatico di ricusazione del proponente.
art. 391 c.p.c.
Norma richiamata per la declaratoria di estinzione del giudizio quando la proposta non è seguita da istanza di decisione; spiega il motivo della forma monocratica del decreto di estinzione.
art. 375 c.p.c.
Riferimento alle regole per la formazione della relazione e al procedimento camerale; richiamato nel contesto della procedura di decisione accelerata.
art. 376 c.p.c.
Richiamato in relazione ai poteri della Prima Presidente e alle sezioni; contesto organizzativo del rito camerale.
art. 374 c.p.c.
Normativa invocata dalla Prima Presidente per rimessione alle Sezioni Unite (articolazione delle competenze).
artt. 1362 e 1363 c.c.
Norme richiamate dai ricorrenti in merito all'interpretazione della citazione e della volontà negoziale, oggetto di censura sulla individuazione del fondo dominante.
artt. 1027, 1028, 1062 c.c.
Norme in materia di servitù e costituite per destinazione del padre di famiglia, richiamate per contestare la fondatezza della costituzione della servitù così come pronunciata dal giudice di merito.
art. 360 c.p.c. (comma 1, n. 5)
Richiamato dai ricorrenti per vizio di motivazione e travisamento della prova.
art. 115 c.p.c.
Richiamato in relazione al potere del giudice di valutare la prova e all'onere probatorio; fatto oggetto di censura dai ricorrenti.
art. 2697 c.c.
Norma sul titolo della prova e sull'onere della prova invocata dai ricorrenti.
Massime di principio
- La proposta di definizione ex art. 380-bis c.p.c. ha carattere interlocutorio e strumentale: non costituisce atto decisionale finale e, di per sé, non impone l'astensione del proponente.
- La partecipazione al collegio del magistrato che ha redatto la proposta non è automaticamente fonte di incompatibilità o ricusazione: la verifica si effettua caso per caso, ma la regola generale, secondo le Sezioni Unite, permette la partecipazione.
- L'istanza di decisione, sottoscritta con nuova procura speciale, è atto dichiarativo di interesse del ricorrente e non apre una nuova fase autonoma di riesame che richieda necessariamente magistrati diversi.
- Se si ritiene che un atto adottato da un giudice in una fase prodromica costituisca una vera e propria anticipazione decisoria (non giustificata dal procedimento), la parte può comunque valutare la ricusazione; però la giurisprudenza di legittimità distingue chiaramente le ipotesi genuine di conoscenza dalla mera proposta interlocutoria.
- In procedimenti in cui la normativa prevede meccanismi deflattivi (sanzioni, esoneri contributivi, estinzione per mancata istanza), le garanzie difensive restano preservate purché il proponente non svolga funzioni decisorie autonome e il contraddittorio si svolga nella sede prevista.
- In controversie sostanziali (es. servitù, accertamenti di fatto) le questioni di merito restano riservate alla Sezione chiamata a decidere; la pronuncia sulle incompatibilità procedurali non determina il merito della causa e, di norma, si limita a stabilire principi organizzativi e di diritto processuale.
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