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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40337/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Siena che ha assolto Ekata Destiny dal reato di danneggiamento aggravato per la particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p. Il Procuratore Generale ha dedotto la violazione di legge con riferimento all'art. 131-bis c.p., sostenendo che il beneficio non avrebbe dovuto essere riconosciuto perché l'imputato aveva commesso "più reati della stessa indole" (pregressi reati in materia di stupefacenti), e rilevando che la nozione di "stessa indole" potrebbe riguardare anche solo i reati pregressi escludendo l'applicabilità della scriminante.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Sez. U. n. 13681/2016, Tushaj) secondo cui l'abitualità del comportamento ai sensi dell'art. 131-bis c.p. si configura per la presenza di una condotta seriale: il comportamento è abituale quando l'autore ha commesso, anche successivamente, più reati della stessa indole, oltre quello oggetto del procedimento. La Corte ha ritenuto che la norma sia finalizzata a escludere la particolare tenuità per condotte seriali e ha confermato che la lettura favorevole all'imputato fatta dal Tribunale era compatibile con tale principio, rigettando quindi il ricorso.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità si applica anche sulla base di un profilo soggettivo (non abitualità); l'abitualità esclude il beneficio quando ricorra una condotta seriale di reati della stessa indole.

  • Sez. U. n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)

    Il comportamento è abituale quando l'autore ha commesso, anche successivamente, più reati della stessa indole, oltre quello oggetto del procedimento

    La pronuncia chiarisce che la 'serialità' ostativa all'applicazione dell'art. 131-bis si realizza quando vi sono più reati della stessa indole oltre il reato in corso di giudizio, conformando l'interpretazione alla ratio del legislatore.

  • Decreto legislativo 18/3/2015 n. 28 (schema e interventi della Commissione Giustizia)

    La Commissione Giustizia ... ha richiesto l'adeguamento con l'introduzione di un comma dedicato alla definizione dell'abitualità del comportamento recante la previsione che "Il comportamento risulta abituale nel caso in cui il suo autore ( ...) abbia commesso altri reati della stessa indole"

    Il testo normativo e il dibattito parlamentare indicano che la nozione di abitualità era intesa per prevenire l'applicazione del beneficio a comportamenti seriali; la modifica testuale da "altri reati" a "più reati" è stata interpretata come conferma della soglia plurale necessaria.

  • art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022 (rilevanze procedurali)

    Norme procedurali richiamate per la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto; non incidono sul merito dell'interpretazione sostanziale dell'art. 131-bis.

Massime di principio

  • L'applicazione dell'esclusione di punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede valutazione sia della lieve entità del fatto sia della non abitualità della condotta dell'autore.
  • L'abitualità si configura come serialità: occorrono più reati della stessa indole oltre a quello oggetto del procedimento; non basta la presenza di un solo reato pregresso della stessa indole per escludere automaticamente il beneficio.
  • Pregresse condanne, anche per reati dello stesso settore (es. stupefacenti), non impediscono di per sé il riconoscimento della particolare tenuità: è necessario valutare se ricorra una condotta seriale integrativa di abitualità.
  • La verifica della 'stessa indole' va compiuta guardando alla sostanza degli illeciti: la correlazione tra reati deve denotare una ripetizione di medesime modalità o finalità illecite che configuri serialità.
  • In presenza di dubbi sull'abitualità il giudice deve motivare in modo puntuale la valutazione, tenendo conto della giurisprudenza delle Sezioni Unite e della ratio normativa volta a escludere benefici per i comportamenti seriali.

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