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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15605/2026 del 29/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Si è trattato di un conflitto negativo di competenza tra giudici (stasi del procedimento perché entrambi i giudici coinvolti avevano ricusato di prendere cognizione). Il Tribunale di Macerata ha sostenuto che, alla luce delle pronunce della Corte di cassazione intervenute successivamente, debba ritenersi sussistente una connessione qualificata/teleologica tra l'associazione per delinquere (capo 1) e numerosi reati (bancarotta fraudolenta, riciclaggio, delitti tributari, emissione e uso di fatture false, ecc.), con conseguente avvincimento delle relative posizioni al giudice indicato per il reato più grave/il primo reato. In particolare Macerata ha invocato l'art. 12, lett. c) c.p.p. per ricondurre i reati di bancarotta (capi 93 e 94) nell'alveo della connessione con l'associazione e, alternativamente, ha prospettato la competenza del Tribunale di Roma per via di connessioni con i capi 85 e 86.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il conflitto fondato e ha affermato la competenza territoriale del Tribunale di Ancona. Ha ritenuto sussistente una connessione teleologica tra il reato associativo (capo 1) e i reati di bancarotta, riciclaggio e reati fiscali, poiché tali delitti erano necessari all'attuazione del programma criminoso dell'associazione. Applicando il criterio dell'art. 16 c.p.p. (competente il giudice del reato più grave o, a parità, del primo reato), la Corte ha individuato come reato più grave la bancarotta fraudolenta aggravata e come reato più risalente quello relativo al fallimento della società "L'Effige s.r.l.", commesso in Ancona il 6 novembre 2015 (capi 41 e 42), perciò ha deciso che la competenza spetta al Tribunale di Ancona e ha ordinato la restituzione degli atti a quel giudice.

Norme richiamate

  • artt. 8 e 23 cod. proc. pen.

    Usati in relazione alla declaratoria di incompetenza del giudice per territorio: richiamati nella fase originaria in cui il Tribunale di Ancona aveva dichiarato incompetente il proprio foro per alcuni capi.

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Richiamato per la rimessione alla Corte di cassazione della questione di competenza da parte del G.U.P. (remissione e, al comma 3, trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice individuato come competente).

  • art. 12 lett. c) cod. proc. pen.

    Articolazione della connessione territoriale invocata dal Tribunale di Macerata per avvicinare i reati di bancarotta all'associazione per delinquere (si rileva che tale norma può legittimare l'ancoraggio territoriale quando vi siano rapporti di asservimento/strumentalità tra soggetti e sedi diverse).

  • art. 12 comma 1 lett. b) cod. proc. pen.

    Citata a titolo alternativo dal Tribunale di Macerata per collegare i fatti pendenti davanti a diversi uffici (es. procedimento di Roma) per un rapporto di connessione qualificata.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Applicata dalla Corte per risolvere il conflitto determinando che la competenza spetta al giudice competente per il reato più grave e, in caso di pari gravità, per il primo reato; qui ha portato all'indicazione del Tribunale di Ancona perché sede del reato di bancarotta fraudolenta più grave/antecedente.

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina la cognizione della Corte di cassazione sui conflitti negativi di competenza; la Corte ha esercitato tale potere per risolvere la stasi procedimentale.

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    Riferimento alla fattispecie associativa centrale dell'imputazione: la Corte ha ritenuto che i reati di bancarotta, fiscali e di riciclaggio costituissero l'estrinsecazione funzionale del programma criminoso dell'associazione.

  • art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio) e disposizioni in materia di bancarotta e reati tributari

    Indicate fra le fattispecie connesse teleologicamente all'associazione per delinquere; la loro sussistenza operativa è stata valutata come strumentale al conseguimento dello scopo associativo.

Massime di principio

  • La connessione teleologica può giustificare l'avvincimento di reati commessi in fori diversi al fine di ancorare la competenza territoriale al giudice dove è stato commesso il reato ritenuto più grave o il primo temporalmente (art. 16 c.p.p.).
  • In caso di conflitto negativo di competenza la Corte di cassazione decide per evitare la stasi del procedimento (art. 32 c.p.p.); le sue precedenti pronunce su analoghe questioni vincolano l'individuazione del giudice competente.
  • Per ottenere che reati plurimi siano radicati presso un unico giudice conviene dimostrare la strumentalità/necessità dei reati rispetto allo scopo dell'associazione (connessione teleologica), indicando chiaramente quale è il reato più grave o il primo nel tempo per ancorare la competenza.
  • Le valutazioni locali sulla separazione temporale dei fatti non escludono automaticamente la connessione quando gli elementi probatori e l'impianto accusatorio dimostrano che i reati erano funzionalmente necessari all'associazione.
  • Difensori e pubblici ministeri dovrebbero individuare e documentare anticipatamente il reato-ancora (più grave/il primo) e la catena di strumentalità tra reati per sostenere la competenza territoriale richiesta o contrastare quella prospettata da altro foro.

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