Cassazione Penale, Sentenza n. 45357/2023 del 10/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso il decreto della Corte d'appello che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dal Bruzzaniti avverso il decreto del Tribunale di Reggio Calabria del 09/06/2021. Il Tribunale aveva rigettato la proposta di applicazione della sorveglianza speciale e aveva disposto la confisca di immobili, beni mobili registrati, quote societarie e ditte individuali formalmente intestati a terzi ma ritenuti riconducibili al proposto mediante interposizione fittizia e uso di proventi da traffico di stupefacenti. In appello Bruzzaniti aveva contestato la riconducibilità dei beni alla sua sfera patrimoniale, la sussistenza dell'interposizione fittizia, la provenienza illecita delle provviste e la correttezza del giudizio di sproporzione reddituale, producendo documentazione a sostegno della liceità delle acquisizioni e della titolarità effettiva da parte dei formali intestatari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto inammissibile l'appello di Bruzzaniti per difetto di interesse: il ricorrente non si era mai dichiarato effettivo titolare dei beni (non aveva ammesso il rapporto fiduciario), ma si era limitato a sostenere che gli acquisti erano avvenuti con provviste lecite e riconducibili ai formali intestatari. Secondo la giurisprudenza consolidata richiamata, quando il "proposto" nega di essere l'effettivo titolare e contesta solo la fiducia/riconducibilità, manca l'interesse processuale all'impugnazione della confisca: l'interesse spetta esclusivamente al formale intestatario. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Codice di procedura penale, art. 606
art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Norma invocata quale criterio di censura (vizio rilevante) nei motivi di ricorso: la Corte ricorda che i motivi devono superare la soglia di merito e non essere mere affermazioni generiche per evitare l'inammissibilità.
Decreto legislativo n. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione)
art. 18; art. 10, comma 3; art. 27, comma 2 d.lgs. 6/9/2011 n.159
L'art. 18 è richiamato come base per la confisca disgiunta; gli artt. 10 e 27 regolano i presupposti e le condizioni per l'applicazione delle misure di prevenzione e la legittimazione a contestare tali misure: la Corte applica questi principi per distinguere quando il "proposto" ha interesse ad impugnare.
Codice di procedura penale, art. 591
Norma processuale richiamata in tema di impugnazioni e termini, citata nel quadro normativo che disciplina l'impugnabilità dei provvedimenti di misure di prevenzione.
Legge 27 dicembre 1956, n. 1423
art. 4 L. 27/12/1956 n.1423
Richiamata per il regime di inammissibilità in relazione a specifiche norme processuali da rispettare nella impugnazione delle misure di prevenzione.
Legge 31 maggio 1965, n. 575
art. 3-ter, comma 2 L. 31/5/1965 n.575
Norma storica sulle misure di prevenzione citata come punto di riferimento per la legittimazione all'impugnazione dei provvedimenti ablativi.
Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art. 173
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata ai fini della sintesi dei motivi e dei limiti di motivazione che la Corte prende in considerazione nella decisione.
Giurisprudenza costituzionale
Corte cost., sent. n.186 del 2000
Utilizzata per giustificare la condanna a favore della Cassa delle ammende e per precisare i limiti della responsabilità del ricorrente nella determinazione della pena pecuniaria per inammissibilità.
Massime di principio
- Quando la confisca di prevenzione riguarda beni formalmente intestati a terzi, l'impugnazione del "proposto" è ammissibile solo se questi ammette il rapporto fiduciario/interposizione e contesta la liceità delle provviste usate per gli acquisti; se invece nega di essere l'effettivo titolare e contesta soltanto la riconducibilità, manca interesse all'impugnazione.
- Il soggetto formalmente intestatario dei beni è l'unico titolato a proporre impugnazione quando il "proposto" sostiene che i beni appartengono esclusivamente ai terzi intestatari; solo il formale intestatario può chiedere la restituzione.
- Alcune linee difensive basate su deduzioni generiche o su mera produzione documentale senza assumere la veste di effettivo proprietario non superano la soglia di interesse e possono determinare l'inammissibilità dell'impugnazione.
- Per avere interesse concreto all'impugnazione è necessario articolare una difesa che riconosca la riconducibilità dei beni alla propria sfera patrimoniale ma ne neghi l'illiceità della provenienza (cioè ammettere la titolarità effettiva e sostenere la liceità delle provviste).
- Le decisioni pronunciate in materia di misure di prevenzione seguono una giurisprudenza consolidata: le questioni di legittimazione e interesse sono preliminari e decisivi e possono comportare l'immediata inammissibilità del gravame se non adeguatamente affrontate.
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