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Ordinanza

Ordinanza n. 2357/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per le Marche (sezione seconda) n. -OMISSIS- resa tra le parti nel procedimento 652/16 R.G.

Giustizia amministrativa202603075

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente una prova adeguata della situazione reddituale, patrimoniale e familiare posta a fondamento del pregiudizio grave e irreparabile. L'ordinanza non decide il merito dell'appello e non esamina la legittimità della sentenza di primo grado. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Marche che aveva respinto il ricorso di primo grado

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La persona fisica ha proposto appello contro la sentenza del TAR Marche e, in via incidentale, ha chiesto la sospensione della sua efficacia ai sensi dell'art. 98 c.p.a. Ha dedotto un pregiudizio grave e irreparabile, facendo riferimento alla propria situazione reddituale, patrimoniale e familiare, senza tuttavia fornire prova documentale di tali circostanze. Dal testo non risultano ulteriori motivi di appello né è individuabile l'oggetto sostanziale dell'originario ricorso.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare proposta in appello; la sospensione dell'efficacia della sentenza è stata negata per mancata prova del pregiudizio grave e irreparabile.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità dell'appellante a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell'oscuramento delle generalità dell'appellante.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare d'appello, la sospensione dell'efficacia della sentenza presuppone la dimostrazione concreta del pregiudizio grave e irreparabile; la mera allegazione della situazione reddituale, patrimoniale e familiare, priva di adeguata prova, non è sufficiente.
  • Il rigetto della domanda cautelare proposta in appello non definisce il merito dell'impugnazione e lascia impregiudicata la valutazione sulla legittimità della sentenza appellata.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareAppelloSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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